San Cataldo. La città della “Scinnenza” e dei “Sanpaoloni”
Siamo nel vivo della Settimana Santa e la Sicilia in questi giorni è un tripudio di tradizioni e pietà popolare. Riti che affondano le proprie radici lontano nel tempo, come le tradizioni della Settimana Santa sancataldese. Proprio in questi giorni, in occasione delle festività pasquali, è stato presentato un meraviglioso volume scritto da Claudio Arcarese […]
Siamo nel vivo della Settimana Santa e la Sicilia in questi giorni è un tripudio di tradizioni e pietà popolare. Riti che affondano le proprie radici lontano nel tempo, come le tradizioni della Settimana Santa sancataldese. Proprio in questi giorni, in occasione delle festività pasquali, è stato presentato un meraviglioso volume scritto da Claudio Arcarese dal titolo “San Cataldo. La città della Scinnenza e dei Sanpaoloni”. Un volume che racconta la storia, corredata di un ricco contributo fotografico, delle intense tradizioni pasquali della città nissena. Un volume fortemente voluto dall’autore, che da “non storico” come lui stesso si definisce, ha raccontato sapientemente la storia di un popolo; la sua storia, trasmettendo emozioni. Un atto d’amore verso i suoi concittadini che vivono pienamente queste intense giornate, ma soprattutto, per le generazioni future affinchè possano conoscere ed essere un “proseguo” dei propri padri.
Il volume attraversa tutte le fasi, dai “Sabatini della Madonna” al “Crocifisso Lassa Lassa la Catina”, fino ad arrivare ai riti della Domenica delle Palme, vero inizio della Settimana Santa. Ampio risalto hanno i costumi, opera di maestri artigiani sancataldesi, e poi le giornate clou del Mercoledì con il corteo storico, le processioni del Giovedì e tutta l’intensa giornata del Venerdì Santo, che trova conclusione nella tradizionale “Scinnenza”. Una partecipazione di popolo incredibile, un racconto quello di Claudio Arcarese, che in prima persona ha preso parte attiva a questi riti, intenso ed emozionale. Così come intensi sono i riti della domenica di Pasqua con la processione dei “Sanpauluna”, altissimi giganti di cartapesta che rappresentano gli apostoli di Gesù. Fotografie meravigliose accompagnano una scorrevolissima lettura, invogliando anche chi non è di San Cataldo a prendere parte a queste manifestazioni; un’esperienza emozionale. Ricche di fede, folclore e pietà popolare, pagina dopo pagina l’autore permette di vivere la sue tradizioni e chiudendo gli occhi lasciarsi trasportare dalle struggenti marce funebri intonate dal complesso bandistico locale. Un plauso va fatto all’autore per aver regalato alla sua città e ai suoi concittadini una fetta di memoria storica da custodire gelosamente.





