Tentato omicidio a Canicattì, sparatoria “passionale”, depone la donna contesa
Udienza in Tribunale, ieri, del processo che vede alla sbarra Gianluca Scaccia, 34 anni di Canicattì, accusato del tentato omicidio del compaesano Vincenzo Curto avvenuto nel giugno 2017. La sparatoria, per come è stata narrata dal reticente (inizialmente) Vincenzo Curto sarebbe avvenuta nella zona alta del quartiere popolare di Borgalino in contrada Montagna. I tre […]
Udienza in Tribunale, ieri, del processo che vede alla sbarra Gianluca Scaccia, 34 anni di Canicattì, accusato del tentato omicidio del compaesano Vincenzo Curto avvenuto nel giugno 2017.
La sparatoria, per come è stata narrata dal reticente (inizialmente) Vincenzo Curto sarebbe avvenuta nella zona alta del quartiere popolare di Borgalino in contrada Montagna.
I tre colpi di pistola hanno centrato il trentatreenne alla parte destra del torace e l’ogiva è stata rinvenuta e sequestrata dai carabinieri. Altri due colpi avrebbero invece attraversato la gamba destra della vittima e le ogive, in questo caso, sono state ritrovate e sequestrate dai poliziotti del Commissariato di Canicattì.
L’attività investigativa di Polizia e Carabinieri ha permesso di giungere a quelle che, secondo gli investigatori, sarebbero certezze: a sparare sarebbe stato Scaccia al culmine di una lite scoppiata durante un incontro che avrebbe dovuto rivelarsi chiarificatore. Il movente sarebbe di natura passionale.
E proprio la donna contesa è stata ascoltata ieri dai giudici ai quali ha mostrato un tatuaggio a forma di lucchetto, che quest’ultima, e anche Scaccia, avevano sul corpo a testimonianza della loro unione sentimentale.
La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 7 gennaio dove sarà sentito l’ex marito della donna, Vincenzo Curto.

