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Mafia, blitz “Opuntia”, i timori del boss di Menfi: “Ci controllano un si cugghiunìa…”

Emergono alcuni particolare dell’operazione antimafia “Opuntia” (ficodindia), eseguita ieri nel territorio del Belice. Le indagini coordinate dal Procuratore capo Francesco Lo Voi, dal Procuratore Aggiunto Maurizio Scalia, nonché dai sostituti procuratori Alessia Sinatra e Claudio Camilleri, sono state avviate nel maggio del 2014 ed hanno portato all’emissione del provvedimento nei confronti di: Bucceri Vito inteso […]

Pubblicato 10 anni fa

Emergono alcuni particolare dell’operazione antimafia “Opuntia” (ficodindia), eseguita ieri nel territorio del Belice.

Le indagini coordinate dal Procuratore capo Francesco Lo Voi, dal Procuratore Aggiunto Maurizio Scalia, nonché dai sostituti procuratori Alessia Sinatra e Claudio Camilleri, sono state avviate nel maggio del 2014 ed hanno portato all’emissione del provvedimento nei confronti di:

  1. Bucceri Vito inteso “Buccittuni”, classe 72, di Menfi, ritenuto il capo della localefamiglia mafiosa;
  2. Scirica Pellegrino, classe 55, di Menfi, medico di base e uomo di fiducia diSUTERA Leo;
  3. Gulotta Tommaso, classe 65, di Menfi;
  4. Mistretta Matteo, classe 86, di Menfi;
  5. Riggio Vito, classe 69, di Menfi;
  6. Alesi Giuseppe, classe 70, di Menfi;
  7. Alesi Cosimo, classe 65, di Menfi;
  8. Friscia Domenico, classe 63, mafioso di Sciacca

Dalle intercettazioni si evince la preoccupazione di uno dei coinvolti, Vito Bucceri, indicato come capo della mafia di Menfi. Lo stesso Bucceri, nello studio del medico Scirica esclama: “I droni ci sono stati… c’è il bordello! Non si cugghiunia”. Proprio il medico Scirica è definito dagli investigatori come uno dei più attenti, infatti, quest’ultimo, dopo il ritrovamento di una microspia sulla sua auto, effettuava i successivi dialoghi nel cortile vicino al suo studio ritenendo lo stesso un luogo “verosimilmente non monitorabile”.

Preoccupazione condivisa anche dagli altri indagati che ponevano in essere quasi una strategia atta ad evitare di poter essere “intercettati” dagli investigatori. Intanto il colonnello dei carabinieri Mario Mettifogo, comandante provinciale dell’Arma, ha parlato di “parziale conclusione delle indagini. Ci saranno degli sviluppi in futuro”.

 

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