Mafia

Mafia, blitz Vultur, controllo del locale Link8 di Canicattì: ecco perché Meli e Di Caro sono in carcere e Giordano no

Una vicenda delicata ed oltremodo complessa emerge dalle carte dell’inchiesta antimafia che ha portato all’arresto di Saro Meli, u puparu, ritenuto boss di Camastra e Lillo Di Caro suo omologo a Canicatti. I fatti, come narrati nel provvedimento di cattura viene coì ricotruita: Ricostruendo in estrema sintesi l’intera vicenda della gestione del locale di Canicattì, […]

Pubblicato 10 anni fa

Una vicenda delicata ed oltremodo complessa emerge
dalle carte dell’inchiesta antimafia che ha portato all’arresto
di Saro Meli, u puparu, ritenuto boss di Camastra e
Lillo Di Caro suo omologo a Canicatti.
I fatti, come narrati nel provvedimento di cattura viene coì
ricotruita:
Ricostruendo in estrema sintesi l’intera vicenda della gestione
del locale di Canicattì, risulta che il Rosario Meli, dopo
essersi accordato con Giuseppe Morgante per la gestione
della discoteca Link8, consegnandogli la somma di 10.000
euro, poiché tale attività doveva svolgersi fuori dal territorio
di pertinenza mafiosa del Meli, sarebbe andato a Canicattì e
avrebbe chiesto a Carmelo Curto chi fosse il referente
mafioso in quel momento.

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