“La Trinacria è femmina” domani sul pianoro del Tempio di Giunone
Torna Ilenia Costanza nel cartellone degli eventi programmati dal Parco archeologico. L’autrice dell’evento, nel presentare lo spettacolo in vari contesti italiani, così ha iniziato: “Considerateci … come le Gorgoni che danno senso alla Trinacria: Medusa, che rappresenta la perversione intellettuale; Steno, la perversione morale ed Euriale, la perversione sessuale… ma lasciamo a voi la distribuzione dei ruoli!” Ne converrete, la […]
Torna Ilenia Costanza nel cartellone degli eventi programmati dal Parco archeologico.
L’autrice dell’evento, nel presentare lo spettacolo in vari contesti italiani, così ha iniziato: “Considerateci … come le Gorgoni che danno senso alla Trinacria: Medusa, che rappresenta la perversione intellettuale; Steno, la perversione morale ed Euriale, la perversione sessuale… ma lasciamo a voi la distribuzione dei ruoli!”
Ne converrete, la raffica di Ilenia è scioccante ma chi l’ha vista attrice e regista de “La governante” messa in scena anni fa al Teatro Pirandello di Agrigento vi può assicurare che lo spettacolo sarà oltre il livello di guardia e di gradimento.
“La Trinacria è femmina” (questo il titolo) è un divertente e poetico concerto reading –annota la Costanza – che racconta la Sicilia partendo semplicemente dal grammaticale femminile delle parole che la caratterizzano… “Siccità è femmina… – dice la Costanza – Santa Rosalia e Sant’Agata sono femmine. Imprenditoria è femmina… selvaggia e disonorata però. L’emigrazione è femmina; la maschera di Pirandello e la roba di Verga. Ma anche la vigna, la mandorla e l’arancia. E il pistacchio. Sì, perché da noi il pistacchio si chiama ‘a fastuca! E diventa femmina… come la bellezza!”.
E mentre Ilenia recita la sua terra con le parole dei più grandi scrittori, da Pirandello a Quasimodo, da Buttitta a Bufalino e Sciascia; Lorena Vetro, voce portentosa e coinvolgente, con la sua chitarra, cunta le leggende. Da meravigliosa Cantastorie quale è, l’ultima, come ama definirla la regista, intona i brani più significativi di Rosa Balistreri, Otello Profazio, Nonò Salamone; senza tralasciare contaminazioni da Domenico Modugno, Mercedes Sosa e perfino Marlene Dietrich: La Leggenda di Colapesce, Barbablù, Amara Terra mia, Lili Marleen, Malarazza, Qua si campa d’aria e tante altre. Inutile tirare a indovinare sul nome dell’orchestra: si chiama “Trinacria”.
Otto le donne in scena, otto eclettiche che cantano, suonano, recitano… Oltre a Ilenia Costanza e Lorena Vetro, sul palco ci saranno Cristiana Mastrantonio, Monica Tenev, Roberta Ciampa, Francesca Nigro, Enrica Marini e Fabrizia Pandimiglio.






