Mafia, l’ergastolano di Favara Ciccio Barba in permesso premio dopo 20 anni di carcere
Sta scontando un ergastolo per un omicidio e dopo 20 anni di lunghi giorni passati in carcere ha ottenuto un permesso premio di 48 ore. E’ la storia di Francesco Barba, “u zu Cicciu”, favarese, ormai una vita completamente cambiata rispetto a quella condotta negli anni ruggenti della guerra tra mafia e stidda. Ed in […]
Sta scontando un ergastolo per un omicidio e dopo 20 anni di lunghi giorni passati in carcere ha ottenuto un permesso premio di 48 ore.
E’ la storia di Francesco Barba, “u zu Cicciu”, favarese, ormai una vita completamente cambiata rispetto a quella condotta negli anni ruggenti della guerra tra mafia e stidda.
Ed in questo contesto si inquadra il suo arresto e la successiva condanna all’ergasatolo: Barba venne ritenuto il mandante dell’omicidio di Angelo Stagno. Ad eseguire il mandato di morte il gelese Orazio Paolello che di delitti ne commise centinaia.
Era il periodo delle alleanze tra gruppi stiddari di diverse province siciliane che avevano come obiettivo lo sterminio dei boss di Cosa nostra.
“U zu “Cicciu” voleva vendicare la morte del padre, Giuseppe avvenuta il 3 ottobre del 1991 per mano mafiosa.
I pentiti di quel tempo svelarono le ragioni del delitto e indicarono in Angelo Stagno uno tra i partecipanti (avrebbe guidato i killer forestieri sino alla vittima) all’agguato teso al vecchio boss stiddaro.
La vendetta di fece attendere ben poco. Il 3 gennaio 1992, venne freddato dai sicari della Stidda.
Oggi Ciccio Barba sembra totalmente diverso e le ragioni di simile cambiamento sono state fatte valere dal suo difensore di fiducia, Raimondo Tripodo, che dopo anni di peripezie è riuscito, seppur per soli due giorni, a tirar fuori da un carcere sardo il suo assitito.






