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“Sono io che devo ammazzare la malattia”: il lascito di Giusy diventa speranza. Calamonaci in lutto

Migliaia di persone hanno seguito la sua storia online. Oggi quelle stesse persone possono continuare la sua battaglia con un gesto di solidarietà.

Pubblicato 32 minuti fa

È morta a soli 34 anni, nel giorno del Venerdì Santo, Giusy Mirabile, dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro la leucemia. Una coincidenza carica di significato, che probabilmente lei stessa avrebbe accolto con quella sua ironia lieve e mai amara. Quando pensava ai rosari recitati nel suo paese per la sua guarigione, sorrideva: “Anche loro stanno manifestando”, diceva. Per Giusy, “manifestare” era diventato un modo di resistere. Sui social, che aveva imparato a usare proprio durante la malattia, significava immaginare con forza un futuro possibile, visualizzarlo ogni giorno, non arrendersi. Lo ha fatto per sei lunghi anni, senza mai smettere di credere di potercela fare:
“A 30 anni non posso pensare che una malattia possa uccidermi, sono io che devo ammazzare lei.”

Originaria di Calamonaci, si era trasferita a Pisa per studiare Servizi Sociali. A ventisette anni era arrivata la diagnosi, proprio all’Ospedale Santa Chiara di Pisa. Le possibilità erano ridotte al minimo, appena il 7% di sopravvivenza. Eppure il reparto di ematologia aveva lottato insieme a lei riuscendo a strapparla a un destino che sembrava già scritto.

Nel 2023 la prima recidiva, poi una seconda e, nel mezzo, la scelta di raccontarsi: Giusy aveva aperto un profilo TikTok dove condivideva le sue giornate, sempre con una sincerità disarmante e un’ironia che non cercava mai compassione. In poco tempo, oltre 10mila persone avevano iniziato a seguirla.

A dicembre 2024 aveva fatto qualcosa che rimarrà: aveva creato una lista Amazon con ciò che mancava al reparto che l’aveva curata. I suoi follower avevano risposto subito, acquistando e donando tutto il necessario all’ospedale. Negli ultimi mesi si era trasferita a Portogruaro, in provincia di Venezia, accudita dalla zia, che ha annunciato la sua scomparsa con parole piene d’amore e dolore. Ha ricordato la sua dignità, la sua forza silenziosa, la capacità di esserci sempre per gli altri, anche nei momenti più difficili.

C’è qualcosa, però, che leggendo la sua storia resta addosso. Non è solo la durezza della malattia, ma il modo in cui lei ha scelto di affrontarla. Viene spontaneo fermarsi un attimo e pensare a quanto coraggio serva per sorridere davvero mentre si combatte ogni giorno. E forse è proprio questo che colpisce di più: la sua forza non faceva rumore, ma arrivava lo stesso come un pugno.

I funerali si terranno venerdì 10 aprile 2026 alle ore 16:00 presso la Chiesa di San Vincenzo Ferreri a Calamonaci. Il Sindaco per l’occasione ha ordinato che si rispetti il lutto cittadino. In occasione delle esequie sarà organizzata una raccolta fondi attraverso un banco allestito davanti alla Chiesa Madre, a sostegno dell’AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma ONLUS. Un gesto concreto per trasformare il dolore in aiuto, per dare continuità alla sua battaglia e fare in modo che la sua storia possa contribuire a salvare altre vite.

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