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Sicilia: tremila regionali in piazza, tregua armata fino al 15

Un’affollata assemblea sit-in per protestare in particolare contro il mancato rinnovo dei contratti di lavoro giuridici ed economici (comparto e dirigenza) bloccati da oltre 10 anni; la mancata previsione di progressioni verticali da oltre 26 anni; la volonta’ di assumere nuovo personale in base al titolo di studio e senza procedure selettive; la decurtazione pensioni […]

Pubblicato 9 anni fa

Un’affollata assemblea sit-in per protestare in particolare contro il mancato rinnovo dei contratti di lavoro giuridici ed economici (comparto e dirigenza) bloccati da oltre 10 anni; la mancata previsione di progressioni verticali da oltre 26 anni; la volonta’ di assumere nuovo personale in base al titolo di studio e senza procedure selettive; la decurtazione pensioni con effetto retroattivo e differimento buonuscita; il trattamento malattia e legge 104 “penalizzante rispetto allo Stato”. Una delegazione dei segretari regionali dei sindacali e’ stata ricevuta dai rappresentanti della Giunta Crocetta che hanno comunicato che il 15 giugno durante un incontro tra l’assessore alla Funzione pubblica e i sindacati – saranno definite tulle le richieste sindacali al fine di potere predisporre la direttiva necessaria per avviare le trattative. Successivamente l’Aran potra’ convocare i sindacati per avviare il rinnovo dei contratti giuridici ed economici del comparto e della dirigenza. Riferiscono gli autonomi del Cobas/Codir: abbiamo rivendicato l’immediata emissione delle direttive del governo per avviare le trattative con l’Aran, comunicando che – in mancanza di esse – non saremo disponibili a partecipare ad alcuna riunione con l’Aran in quanto si tratterebbe solo di una farsa e perdita di tempo poco rispettosa per tutti i lavoratori interessati”. “Il Governo Crocetta continua a non rispondere alle richieste delle organizzazioni sindacali. Preferisce il silenzio ed evitare il confronto senza avanzare proposte serie sul futuro dei dipendenti regionali a cui deve essere garantito il diritto di carriera, riqualificando il personale”, protesta Luca Crimi, segretario regionale della Uil Fpl Sicilia. E aggiunge: “Temiamo che la politica destini ad altro quei dieci milioni previsti per il rinnovo dei contratti, gia’ comunque insufficienti. Adesso aspettiamo il confronto il prossimo 15 giugno. Restiamo, comunque, dubbiosi sulle promesse del governo regionale che sino ad oggi si e’ caratterizzato per vuoti annunci senza riuscire a costruire nulla di concreto”.

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