Agrigento

Omicidio Matina, processo con giudizio immediato per Giovanni Riggio, assassino reo-confesso

Verrà processato col rito del giudizio immediato il meccanico palermitano Giovanni Riggio, 30 anni, accusato (e reo confesso) dell’omicidio del collega e socio Giuseppe Matina, favarese di 39 anni, assassinato nella notte tra il 5 e 6 maggio scorsi all’interno dell’autofficina della vittima di contrada San Benedetto, nella zona industriale di Agrigento. Lo ha deciso […]

Pubblicato 8 anni fa

Verrà processato col rito del giudizio immediato il meccanico palermitano Giovanni Riggio, 30 anni, accusato (e reo confesso) dell’omicidio del collega e socio Giuseppe Matina, favarese di 39 anni, assassinato nella notte tra il 5 e 6 maggio scorsi all’interno dell’autofficina della vittima di contrada San Benedetto, nella zona industriale di Agrigento.

Lo ha deciso il Gup, Alfonso Malato accogliendo così la richiesta del Pubblico ministero Simona Faga, fissando per il 19 gennaio prossimo la prima udienza avanti la Corte d’Assise di Agrigento.

Giuseppe Matina, chiamato da tutti Dario, venne  ucciso nella nottata tra il  5 e 6 maggio con almeno 25 coltellate (lama di 20 cm) all’interno della sua officina in contrada San Benedetto, zona industriale a nord di Agrigento.

Ad ucciderlo il socio in affari, Giovanni Riggio, originario di Palermo (difeso dall’avvocato Marco Martorana del foro di Palermo)  ma residente a Favara.

I due, dopo l’ennesimo diverbio, avrebbero cominciato a litigare pesantemente. Riggio, in preda ad un raptus, ha colpito con almeno 10 coltellate Giuseppe Matina (la moglie, Serena Liberato è parte civile assistita dall’avvocato Salvatore Cusumano) non lasciandogli scampo.

Subito dopo il brutale omicidio, e dopo aver legato il corpo di Matina con del nastro da imballaggio trasparente ai piedi e posizionandolo tra due auto, Riggio è salito in auto e si è diretto verso Palermo. Lì, intorno le 3 del mattino, ha deciso di costituirsi al Commissariato di Brancaccio.

L’assassino ha confessato il delitto consegnando anche l’arma con cui avrebbe colpito Mattina. Il 29enne, appena arrivato al Commissariato a Palermo, pare avesse ancora gli abiti sporchi di sangue. E’ stato lui a indicare il luogo del delitto. Gli agenti hanno subito avvisato i colleghi della Squadra Mobile di Agrigento che, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, sono riusciti ad entrare all’interno dell’officina e ritrovare il cadavere.

Alla base del terribile delitto una questione economica che si trascinava da tempo. Giuseppe Matina – come ha raccontato l’assassino – avrebbe preteso da Riggio la restituzione dei soldi riguardanti la loro società minacciando altrimenti di uccidere lui e la sua famiglia. Reggio ieri sera è andato in officina con la scusa di parlare e lo ha accoltellato, poi lo ha legato con del nastro da imballaggio trasparente ai piedi e lo ha posizionato tra due auto, ha chiuso la porta con il lucchetto ed è andato via.

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