Mafia, boss si vestono “a lutto” per la morte di Totò Riina
Il boss Vittorio Tutino, ancora fresco di ergastolo per la strage di via D’Amelio nel quarto processo Borsellino, s’è vestito a lutto, «con abiti di colore nero e scarpe nere». Come lui il corleonese Rosario Lo Bue, recentemente condannato a 15 anni di galera; suo fratello Calogero fu il «vivandiere» arrestato con Bernardo Provenzano. Il […]
Il boss Vittorio Tutino, ancora fresco di ergastolo per la strage di via D’Amelio nel quarto processo Borsellino, s’è vestito a lutto, «con abiti di colore nero e scarpe nere». Come lui il corleonese Rosario Lo Bue, recentemente condannato a 15 anni di galera; suo fratello Calogero fu il «vivandiere» arrestato con Bernardo Provenzano.
Il giorno dopo la morte di Totò Rina, hanno voluto dimostrare così il cordoglio per la dipartita del «capo dei capi» di Cosa nostra. Un segno di rispetto che, in forme diverse, s’è esteso a molti altri detenuti, nelle sezioni speciali del «41 bis», riservate a capi e gregari di mafia, camorra e ‘ndrangheta. Lo scrive, in un articolo, il Corriere della Sera.

