Favara, traffico di droga dal Belgio: Gioacchino Alba resta in carcere
Dovrà rimanere in carcere il favarese Gioacchino Alba, 50 anni, arrestato nell’agosto dello scorso anno, dalla polizia del Belgio, paese dove si trovava in regime di latitanza e finitio coinvolto in una inchiesta antidroga. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale del Riesame di Palermo e confermato la misura cautelare in carcere […]
Dovrà rimanere in carcere il favarese Gioacchino Alba, 50 anni, arrestato nell’agosto dello scorso anno, dalla polizia del Belgio, paese dove si trovava in regime di latitanza e finitio coinvolto in una inchiesta antidroga. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale del Riesame di Palermo e confermato la misura cautelare in carcere per l’uomo.
Nei confronti del favarese fu emesso un ordine di custodia cautelare in seguito al blitz “Up&Down”, importante operazione eseguita dai carabinieri di Agrigento e Favara. Alba è stato estradato in Italia dove è atterrato all’aeroporto di Fiumicino accompagnato dalle forze dell’ordine.
Gioacchino Alba, soggetto stabilmente residente a Liegi, secondo l’accusa si occupava di reperire la sostanza stupefacente, in particolare modo cocaina, facendola giungere con diverse modalità nell’agrigentino come il 28 settembre 2014 quando fu sequestrato un ingente quantitativo di cocaina e uno minore di hashish.
L’indagine coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Claudio Camilleri dall’aprile al novembre 2014, ha portato all’individuazione di una organizzazione criminale operante nella provincia agrigentina dedita al traffico di cocaina e di hashish che dal Belgio e da Palermo faceva pervenire regolarmente presso Favara per poi distribuire le sostanze stupefacenti al dettaglio. È stato proprio il percorso che seguiva lo stupefacente verso il basso dal Nord Europa all’Italia a dare il nome all’indagine Up and down.
La cocaina invece proveniva circa una volta al mese dal Belgio nascosta all’interno di pacchi spediti ovviamente con destinatario e mittente fasulli tramite le diverse società di trasporti e traslochi che regolarmente compiono va viaggi da e per il Belgio a favore soprattutto dei molti emigrati favaresi presenti nel paese punto giunti a destinazione. I pacchi venivano ritirati direttamente presso il deposito degli spedizionieri che fungevano, del tutto ignari, da corrieri.
A finire coinvolti nell’operazione furono Carmelo Fallea (classe 75, di Favara), Calogero Presti (classe 73. di Favara), Carmelo Vaccaro (classe 78, di Favara), Stefano Sacco (classe 64, di Porto Empedocle),il favarese, classe 82, Gaspare Indelicato e la marocchina (ma residente ad Agrigento) Rania El Moussaid, classe 1985.



