Processo “Demetra”, presunta truffa a Inps: testi confermano accuse
Un procedimento giudiziario che – per mole e personaggi coinvolti – continua ancora a tenere banco ad Agrigento e che si disarticola in due tronconi: “Demetra e Demetra bis”. E’ ricominciato ieri – dopo l’azzeramento del dibattimento dovuto al cambio del collegio di giudici – il processo scaturito dal blitz condotto dai carabinieri nel giugno […]
Un procedimento giudiziario che – per mole e personaggi coinvolti – continua ancora a tenere banco ad Agrigento e che si disarticola in due tronconi: “Demetra e Demetra bis”. E’ ricominciato ieri – dopo l’azzeramento del dibattimento dovuto al cambio del collegio di giudici – il processo scaturito dal blitz condotto dai carabinieri nel giugno 2013 che smantellò una presunta mega truffa ai danni di Inps e Inail attraverso la certificazione di finti infortunati che – a loro volta – provenivano da aziende fittizie create ad hoc.
Sono in totale 53 gli imputati, 13 le condanne in rito abbreviato e 4, invece, le archiviazioni. Al centro di questo meccanismo – considerato personaggio chiave dell’intera vicenda – è Giuseppe Vincenzo Terrazzino, titolare di fatto di un patronato. Ma non soltanto. Nel vortice dell’inchiesta ci sono anche due dottori, Salvatore Conti e Salvatore Russo. Gli altri imputati sono i famosi finti infortunati. Secondo l’accusa, sostenuta dai pm Matteo Delpini e Andrea Maggioni, sarebbe stato messo in piedi un giro di aziende false e false attestazioni volti a truffare l’Inps e l’Inail ottenendo dagli enti previdenziali l’erogazione di indennità di disoccupazione per lavoro mai svolto o indennizzi per infortuni inesistenti.
Ieri pomeriggio, dunque, è ripreso davanti al collegio di giudici presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni il dibattimento: sul banco dei testimoni si sono ripresentati i 14 testi che avevano mosso accuse nel precedente verbale e, anche questa volta, hanno confermato quanto sostenuto puntando il dito ancora una volta contro i principali imputati del processo.
Il processo, ripreso ieri dopo il cambio del collegio, vede imputate 53 persone difese – tra gli altri – dagli avvocati Giuseppe Barba, Salvatore Pennica, Giuseppe Scozzari, Luigi Troja. Si torna in aula il 5 marzo.




