Favara, omicidio Ciffa e tentato omicidio Nicotra: accertamenti irripetibili il prossimo 5 aprile
Saranno effettuati il prossimo 5 aprile nei locali del Gabinetto regionale di Polizia scientifica di Palermo, dopo che nelle settimane scorse sono “saltati” per giustificati motivi, gli esami tecnici chiesti dalla Direzione distrettuale antimafia (sono accertamenti irripetibili) riguardanti procedimenti biologici (ricerca del Dna) su alcuni reperti sequestrati sulle scene degli agguati a Carmelo Ciffa (omicidio) […]
Saranno effettuati il prossimo 5 aprile nei locali del Gabinetto regionale di Polizia scientifica di Palermo, dopo che nelle settimane scorse sono “saltati” per giustificati motivi, gli esami tecnici chiesti dalla Direzione distrettuale antimafia (sono accertamenti irripetibili) riguardanti procedimenti biologici (ricerca del Dna) su alcuni reperti sequestrati sulle scene degli agguati a Carmelo Ciffa (omicidio) avvenuto a Favara il 26 ottobre 2016 e a di Carmelo Nicotra, (tentato omicidio) avvenuto sempre a Favara lo scorso 23 maggio nonché accertamenti tecnici finalizzati alla ricerca di impronte papillari latenti su un pacchetto di sigarette Marlboro trovato su uno dei luoghi del delitto.
E tali accertamenti saranno coniugati con l’esito dei prelievi per l’accertamento del Dna effettuato sulle persone indagate ossia di Calogero ed Emanuele Ferraro (che nel frattempo è stato ucciso), 39 e 41 anni, già indagati per il tentato omicidio (e ricettazione) di Carmelo Nicotra insieme a Calogero e Antonio Bellavia, 27 e 44 anni e Carmelo Vardaro, 39 anni.
Il gabinetto scientifico di Roma – sezione indagini per i residui da sparo – invece si occuperà di analizzare l’esame Stub effettuato su Carmelo Nicotra la sera dell’agguato subito. Quest’ultimo risulta nel iscritto registro degli indagati, per il reato di favoreggiamento, c’è anche la vittima dell’agguato, Carmelo Nicotra.
Le indagini sui due gravi fatti di sangue sono coordinate dalla Dda di Palermo (pubblici ministeri Alessia Sinatra, Claudio Camilleri e Geri Ferrara) e svolte dalla Squadra mobile di Agrigento guidata da Giovanni Minardi.





