Mafia, “Riina si divertiva al processo ‘trattativa’ e non avrebbe fatto mai accordi con l’Arma”
Il boss mafioso Totò Riina, morto lo scorso novembre, “si divertiva molto a seguire le udienze del processo trattativa” in cui era imputato per minaccia a corpo politico dello Stato. A dirlo, in aula, iniziando l’arringa difensiva al processo sulla trattativa tra Stato e mafia, è l’avvocato Luca Cianferoni, legale storico del capomafia di Corleone […]
Il boss mafioso Totò Riina, morto lo scorso novembre, “si divertiva molto a seguire le udienze del processo trattativa” in cui era imputato per minaccia a corpo politico dello Stato. A dirlo, in aula, iniziando l’arringa difensiva al processo sulla trattativa tra Stato e mafia, è l’avvocato Luca Cianferoni, legale storico del capomafia di Corleone e del boss Leoluca Bagarella. “Prima di ammalarsi, Riina scriveva lettere e camminava – dice – L’unico passatempo che Riina aveva era guardarsi il processo. Negli ultimi tre anni non ha avuto la possibilità di ascoltare radio o vedere la tv. Quindi l’unico passatempo era vedere il processo in videoconferenza”. Poi, l’avvocato Cianferoni definisce Riina un “imputato eccellente, esemplare”. “Inizialmente voleva fare l’abbreviato ma poi mi disse che forse in questo modo poteva danneggiare gli altri imputati – spiega il legale toscano – Questo era Riina”.
Totò Riina, il capomafia morto lo scorso novembre, “non avrebbe mai fatto un accordo con chi indossa la divisa, questa è una tesi assurda”. Così, l’avvocato Luca Cinaferoni, legale del boss, durante l’arringa difensiva del processo sulla trattativa tra Stato e mafia, in corso davanti alla Corte d’assise diPalermo. “C’è del marcio nel nostro paese, che vive sui ricatti – dice ancora Cianferoni – Si è costituto un assurdo, cioè che Riina si sia fatto arrestare. E’ assurdo, per chi ha conosciuto Riina, immaginare che si sia fatto arrestare. Né avrebbe mai fatto patti con chi indossa la divisa. Dimostreremo che è assurdo”.

