Realmonte, “Villaggio Vip” alla Scala dei Turchi: processo ricomincia da capo
Gli imputati rinviati a giudizio nell’ambito della realizzazione del cosiddetto “Villaggio dei Vip” a Realmonte devono essere giudicati davanti ad un tribunale collegiale e non con un giudice monocratico. Quest’ultimo, Alessandro Quattrocchi, si è dichiarato “incompatibile” e il processo viene di fatto azzerato. Per la vicenda era stato rinviati a giudizio, l’architetto Giuseppe Vella, funzionario […]
Gli imputati rinviati a giudizio nell’ambito della realizzazione del cosiddetto “Villaggio dei Vip” a Realmonte devono essere giudicati davanti ad un tribunale collegiale e non con un giudice monocratico.
Quest’ultimo, Alessandro Quattrocchi, si è dichiarato “incompatibile” e il processo viene di fatto azzerato.
Per la vicenda era stato rinviati a giudizio, l’architetto Giuseppe Vella, funzionario del Comune di Realmonte. Giuseppe Farruggia, 64 anni, ex sindaco di Realmonte nonché progettista della lottizzazione Co.Ma.Er; Cristoforo Giuseppe Sorrentino, 54 anni, tecnico dell’Utc di Realmonte, responsabile del procedimento della lottizzazione Co.Ma.Er; Daniele Manfredi, 57 anni, direttore dei lavori; Giovanni Farruggia, 61 anni, direttore dei lavori per le opere di urbanizzazione relative alla lottizzazione Co.Ma.Er; Vincenzo Caruso, 62 anni, dirigente del servizio per i Beni paesistici della Soprintendenza; Agostino Friscia, 65 anni, dirigente della Soprintendenza; e Calogero Carbone, 65 anni, dirigente della Soprintendenza. Il reato ipotizzato è di abuso d’ufficio.
Secondo la Procura della Repubblica di Agrigento il piano di lottizzaione delle villette sarebbe stato portato avanti con “molteplici difformità rispetto alle autorizzazioni” in violazione di norme e vincoli ben precisi.
Nel luglio scorso il gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha inflitto 4 mesi di arresto e 4 mila euro di multa ad Antonino Terrana, 60 anni, dirigente della Sopritendenza, e a Giovanni Francesco Barraco, 57 anni, direttore dei lavori. 8 mesi di arresto e 14 mila euro di multa sono stati inflitti a Gaetano Caristia, 72 anni, presidente della Co.Ma.Er e a Sebastiano Comparato, 83 anni, legale rappresentante e socio di maggioranza della società.
E’ stato disposta inoltre la confisca dei terreni oggetto di lottizzazione; la demolizione delle opere abusivamente costruite e la rimessa in pristino delle modifiche edilizie apportate al fabbricato rurale denominato “Casa Biondi”.
Concessa all’imputato Antonino Terrana il beneficio della sospensione condizionale della pena, per i termini ed alle condizioni di legge nonchè agli imputati Caristia, Comparato e Barraco, subordinatamente all’abbattimento da parte d i questi ultimi, delle opere edilizie abusivamente operate.
Si tratta dei quattro indagati che hanno scelto il rito abbreviato.

