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Mafia, confiscato mezzo milione di euro a favoreggiatore del boss Leo Sutera 

Restituiti invece un complesso aziendale intestato al figlio dell’imprenditore e polizze sulla vita intestate alla moglie

Pubblicato 1 ora fa

Beni per oltre mezzo milione di euro, appartenuti all’imprenditore Giuseppe Tabone, condannato per essere uno dei favoreggiatori del boss Leo Sutera, passano definitivamente allo Stato. Lo ha stabilito la Cassazione che ha riformulato parzialmente quanto disposto dalla Corte di appello di Palermo nel precedente grado di giudizio. Tabone, imprenditore, era stato arrestato sette anni fa in un blitz che aveva riportato in carcere lo storico capomafia Leo Sutera, ritenuto fino a quel momento il capo assoluto di Cosa nostra agrigentina.

Tabone era stato condannato a tre anni di reclusione (il boss a 18 anni) e nei suoi confronti era scattato anche un sequestro di oltre 1 milione di euro oltre all’applicazione della sorveglianza speciale. Adesso la Cassazione ha disposto la confisca definitiva di terreni, depositi bancari e una struttura commerciale per 500 mila euro. I giudici ermellini, però, hanno revocato la confisca di un complesso aziendale intesto al figlio e alcune polizze sulla vita intestate alla moglie dell’imprenditore. La Cassazione, infine, ha annullato anche l’applicazione della sorveglianza speciale disponendo un nuovo procedimento davanti la Corte di appello che dovrà valutare il caso. 

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