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Procura di Agrigento sequestra la Scala dei Turchi: un indagato (ft)

La Scala dei Turchi, uno dei siti più visitati dell’intera Sicilia nonché candidato a diventare patrimonio Unesco, è stata posta sotto sequestro – come anticipa l’Adnkronos – dalla Procura di Agrigento. L’ufficio diretto dal procuratore capo Luigi Patronaggio ha iscritto nel registro degli indagati Ferdinando Sciabbarrà, assistito dagli avvocati Maurizio Buggea e Salvatore Palillo. Sciabbarrà, […]

Pubblicato 6 anni fa

La Scala dei Turchi, uno dei siti più visitati dell’intera Sicilia nonché candidato a diventare patrimonio Unesco, è stata posta sotto sequestro – come anticipa l’Adnkronos – dalla Procura di Agrigento. L’ufficio diretto dal procuratore capo Luigi Patronaggio ha iscritto nel registro degli indagati Ferdinando Sciabbarrà, assistito dagli avvocati Maurizio Buggea e Salvatore Palillo.

Sciabbarrà, risulta essere proprietario di una parte della Scala dei Turchi, ed è risulta essere indagato per occupazione di suolo pubblico, per danneggiamento al patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale.

Il provvedimento di sequestro  è stato appena completato dai militari della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle guidati dal comandante Gennaro Fusco. Presenti sul posto lo stesso Sciabbarrà con il suo legale Maurizio Buggea, oltre che il sindaco di Realmonte Lillo Zicari, e la responsabile del Servizio territoriale del Demanio della Regione Olimpia Campo.

Nei mesi scorsi si era parlato di un presunto accordo tra Sciabarrà e il Comune di Realmonte, ma poi non si andò avanti. L’indagine della Procura di Agrigento era stata aperta nei mesi scorsi, a carico di ignoti, per inosservanza delle norme a tutela dei beni artistici, culturali ed ambientali sulla situazione nella Scala dei Turchi. Da mesi si registrano cedimenti dal costone di marna bianca. La Capitaneria di porto di Porto Empedocle, che ha ricevuto la delega da parte della Procura, ha sentito in questi mesi decine di persone. La Procura farà domattina una conferenza stampa con la Capitaneria di porto per spiegare i particolari del sequestro della falesia di marna bianca.

IL PROVVEDIMENTO. Le frane sulla marna bianca alla Scala dei Turchi di Agrigento, potrebbero esporre i visitatori “a un concreto pericolo di vita”. Ecco perché la Procura di Agrigento ha sequestrato la Scala dei Turchi e iscritto nel registro degli indagati il presunto proprietario, Ferdinando Sciabbarrà. “Ricorre l’urgente necessità di sottrarre la Scala dei Turchi alla libera disponibilità” dell’indagato “affinché cessino le conseguenze della sua occupazione illegittima, sine titulo, di un bene intrinsecamente destinato alla pubblica regolare fruizione”, scrive il Procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, nel provvedimento di sequestro della Scala dei Turchi. “Occorre, inoltre, evitare – dice il Procuratore nel provvedimento in possesso dell’Adnkronos – attraverso una gestione pubblica del bene sottratta all’indagato che il sito continui a essere vandalizzato”. “Senza dire, infine, che solo il gestore pubblico può mettere in atto tutte le costose attività di prevenzione e di messa in sicurezza volte, da un lato, a tutelare i visitatori del sito e dall’altro, ad impedire che le frane del materiale terroso a monte della marna bianca danneggino irrimediabilmente la stessa”. “Si tratta di interventi particolarmente urgenti, sollecitati anche dalla Polizia giudiziaria, atteso che le piogge del mese di dicembre hanno provocato gravi e devastanti frane sulla marna bianca e che l’approssimarsi della stagione turistica esponga i visitatori del sito a un concreto pericolo di vita”. “Ne consegue – scrive Patronaggio nel provvedimento – la necessità di un intervento di urgenza del pm che sottragga il bene al privato oggetto di indagini e lo affidi a un custode pubblico che si ritiene di individuare nel dirigente della struttura territoriale dell’Ambiente di Agrigento-Caltanissetta della Regione siciliana e nel Sovrintendente ai Beni culturali e ambientali di Agrigento. I funzionari “prenderanno in carico l’area, dopo l’apposizione dei sigilli da parte del delegato organo di Pg, al fine di evitare ulteriori danneggiamenti del sito, di evitare danni a persone e cose e di regolamentare la fruizione del bene pubblico ai cittadini visitatori dell’area”. Il magistrato, che definisce il sito “così bello e prezioso” ribadisce che la Scala dei Turchi “presenta purtroppo delle debolezze geologiche intrinseche”. “Tutta l’area è interessata da crolli dello strato di calcarenite bruna che si sovrappone alle marne bianche che si ribaltano nella sottostante scogliera, frequentata assiduamente da turisti e bagnanti anche nel periodo invernale”. “Il pericolo costituito alle frane è stato segnalato sia dal Comune di Realmonte che dalla Capitaneria di porto di Porto Empedocle che dall’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente – scrive il Procuratore nel provvedimento – i quali si sono prodigati, in questi ultimi anni, nell’emanare ordinanze e divieti purtroppo molte volte disapplicati e violati”. E ricorda la messa in sicurezza effettuata dal Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione siciliana. Patronaggio spiega anche che “resta da mettere in sicurezza tutto il versante Ovest del costone, dove anche recentemente si è verificata una importante frana che ha costretto il sindaco di Realmonte ad emettere una ordinanza di interdizione al pubblico di accesso all’area”. “Infine, va segnalato – dice il Procuratrore – che a causa delle piogge di dicembre scorso centinaia di piccoli e medi massi si sono staccati dalla parte sommitale del versante Ovest e sono franati sulla marna bianca in basso. Ferdinando Sciabbarrà, come apprende l’Adnkronos, è anche indagato per danneggiamento al patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale “per non avere impedito in qualità di possessore di fatto del sito il danneggiamento e il deterioramento del sito” di Scala dei Turchi. Per il Procuratore Luigi Patronaggio “le condotte di Sciabbarrà si sono protratte attraverso atti giuridici e rivendicazioni della proprietà, almeno fino all’ottobre 2019, data in cui ha tentato di concludere con il Comune di Realmonte l’accordo di sfruttamento del sito”, come scrive nel provvedimento di sequestro di Scala dei Turchi, “Vanno poi aggiunti i tentativi da parte dell’indagato di perimetrare il sito con apposizione di paletti e cartelli”.

 “Ancora una volta la Procura arriva prima della politica…”, commenta Claudio Lombardo, di Mareamico. “Finalmente – dice Lombardo – si farà chiarezza e si utilizzeranno i luoghi come meritano. Ora con l’area sotto sequestro partirà il processo di regolamentazione dell’area, finalmente”.

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