Giudiziaria

Bovo Marina, Cassazione annulla sequestro del parcheggio a Montallegro

Annullato nuovamente il sequestro del parcheggio di Bovo Marina

Pubblicato 4 anni fa

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Giorgio Fidelbo, ha accolto il ricorso avanzato dai fratelli Manzone contro il provvedimento di sequestro del parcheggio di Bovo Marina –  un’area di oltre 5.000 metri quadri che fino all’anno scorso era stata adibita a parcheggio per i bagnanti – disposto (nuovamente) lo scorso gennaio dal Tribunale di Agrigento. Una lunga vicenda giudiziaria che registra un altro capitolo. 

L’inchiesta 

L’area era stata già sequestrata lo scorso giugno e poi dissequestrata a luglio dal tribunale di Agrigento che aveva accolto l’istanza di riesame. La Procura di Agrigento aveva presentato ricorso in Cassazione ottenendo l’annullamento del dissequestro. I fratelli Manzone, indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica di Agrigento per invasione di terreni ed occupazione di terreni appartenenti al demanio marittimo, hanno nuovamente presentato ricorso in Cassazione ottenendo un altro annullamento del sequestro del parcheggio. Secondo le accuse, gli indagati “avevano occupato abusivamente l’area appartenente al Demanio dello Stato e la avevano adibita a parcheggio per i bagnanti”. L’indagine è partita nel giugno del 2018. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sarebbero emerse subito “macroscopiche anomalie”, “illegittimi frazionamenti” e “illegittime intestazioni catastali”. In pratica gli indagati avrebbero acquisito illegittimamente per usucapione dei terreni del Demanio marittimo. L’inchiesta riguarda anche altri terreni vicini.

La decisione della Cassazione

 Il ricorso merita l’accoglimento limitatamente alla reiezione della richiesta di riesame, alla quale ha fatto seguito l’illegittima conferma del provvedimento cautelare in origine disposto dal Gip; sono invece inammissibili le ulteriori doglianze portate allo scrutinio della Corte. Il Tribunale, nel disporre la trasmissione degli atti al giudice civile allo scopo di definire il tema della proprietà dei beni sequestrati, ha rigettato il riesame interposto dagli odierni ricorrenti, dando quindi conferma al sequestro disposto dal Gip. Giova tuttavia ribadire che lo stesso Tribunale, scrutinando il riesame proposto dagli odierni ricorrenti, in prima battuta, aveva annullato la misura disposta dal GIP; e che, in parte qua, siffatto provvedimento è divenuto definitivo e dunque non più sindacabile, alla luce della decisione, citata in narrativa, con la quale questa Corte ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso addotti dalla parte pubblica con il pregresso ricorso di legittimità. Male interpretando il tenore della decisione di annullamento, nella parte in cui rinviava al giudice del gravame cautelare al solo fine di valutare i presupposti della applicabilità alla specie del disposto di cui all’art. 324, comma 8, cod. proc. pen., il Tribunale ha, dunque, ritenuto di rivisitare tale ultimo profilo, dando nuovamente vigore al riesame e mantenendo in vita l’originario provvedimento genetico. Conclusione, questa, peraltro in insanabile contrasto con lo stesso presupposto fondante del conseguente provvedimento di trasmissione al giudice civile competente ai sensi del più volte evocato art. 324, comma 8, cod. proc. pen., pure reso nell’occasione ; è ciò in quanto in tema di sequestro preventivo, il giudice del riesame è tenuto a devolvere al giudice civile l’eventuale controversia sulla proprietà della cosa esclusivamente quando intenda restituirla e cioè nel caso in cui proceda all’annullamento per qualsiasi ragione del provvedimento cautelare. Pertanto la Corte annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata limitatamente alla parte in cui ha rigettato la richiesta di riesame e dichiara inammissibili nel resto i ricorsi.”

Le dichiarazioni dei fratelli Manzone

“Siamo davvero soddisfatti per quanto sentenziato dalla Cassazione -affermano Leonardo e Giuseppe Manzone- . Questo conferma la correttezza che ha sempre caratterizzato la condotta di vita della nostra famiglia e, forti delle nostre ragioni, siamo sicuri che la triste vicenda, che ci ha visto nostro malgrado protagonisti, si concluderà con la conferma della nostra proprietà. Un ringraziamento particolare – concludono i Manzone – va rivolto agli avvocati Caponnetto e Hamel che,  con la loro professionalità, hanno consentito il riaffermarsi del nostro legittimo diritto”.

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