Agrigento e il caso Suv, inammissibile il ricorso del Comune
Il Comune di Agrigento aveva presentato ricorso chiedendo l'annullamento della revoca del finanziamento
La terza sezione del Tar Sicilia, presieduta dal giudice Guglielmo Passarelli Di Napoli, ha dichiarato inammissibile – “per difetto di giurisdizione”- il ricorso avanzato dal Comune di Agrigento con cui impugnava la revoca del finanziamento (già erogato) di oltre 131 mila euro per l’ormai nota vicenda dell’acquisto dei Suv. Secondo il Tar la controversia giudiziaria deve essere valutata da un giudice ordinario e non da uno amministrativo. Adesso il Comune di Agrigento avrà a disposizione tre mesi di tempo (pena decadenza) per riproporre il ricorso davanti la giustizia ordinaria.
Al centro della vicenda, ripresa anche dai media nazionali dopo la denuncia del Codacons Agrigento, un finanziamento di 131.118,15 € erogato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri al Comune di Agrigento per iniziative legate al sostegno di famiglie mediante offerte di opportunità educative rivolte ai figli, potenziamento dei centri estivi, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati alle attività dei minori.
Una volta ottenuto il finanziamento il Comune di Agrigento ha utilizzato le somme per l’acquisto di quattro autovetture Sport Utility Vehicle, (denominati SUV) per un importo complessivo di 120 mila euro, impiegate nell’ambito di un unico intervento svolto a favore di minori realizzato in data 31 dicembre 2021 dalle ore 11.40 alle ore 13.30 e che il restante importo era stato utilizzato, rispettivamente, per l’acquisto di nove Notebook, per 11.067,84 euro, utilizzati nel medesimo intervento del 31 dicembre 2021 e per il rimborso di spese per servizi di Baby sitting, tasse di iscrizione asili nido e per non precisate attività diurne estive a carattere educativo e ludico-ricreativo, per il restante importo di 4.539,00 euro.
Dopo il polverone sollevato, con un aspro dibattito che ha interessato l’intera città, il Dipartimento per le Politiche della Famiglia ha avviato nell’aprile scorso il provvedimento di revoca del finanziamento già erogato chiedendo di fatto indietro la somma al Comune di Agrigento. L’Ente, rappresentato e difeso dall’avvocato Tommaso Pensabene Lionti, ha presentato ricorso al Tar Sicilia chiedendone l’annullamento ma i giudici amministrativi lo hanno dichiarato inammissibile per “difetto di giurisdizione” ritenendo che la controversia debba essere vagliata dalla giustizia ordinaria.




