Cuffaro, indagata anche l’operatrice sanitaria licatese che ha ricevuto le tracce in anteprima
Tra i nuovi indagati ci sono anche chi, secondo gli inquirenti, segnalò i nominativi per il concorso. Tra questi anche l’ex deputato Carmelo Pullara. La procura farà le valutazioni del caso ma non è esclusa una richiesta di archiviazione
Ci sono nuovi indagati nell’inchiesta sul “comitato di affari” di Totò Cuffaro, l’ex governatore finito agli arresti domiciliari a margine di una maxi inchiesta che ipotizza l’esistenza di un sistema in grado di pilotare le nomine nella sanità e indirizzare gli appalti pubblici. Sui nuovi coinvolti – come rivela oggi LiveSicilia – sono in corso approfondimenti. La circostanza emerge da un atto giudiziario dello scorso settembre.
Tra questi, ad esempio, c’era l’assessore regionale alla sanità Daniela Faraoni. All’esponente di governo viene contestato il reato di abuso di ufficio che però è stato “cancellato” e non è più previsto dalla legge. Tra i nuovi indagati c’è anche una operatrice sanitaria originaria di Licata coinvolta nell’ormai famoso concorso truccato per la stabilizzazione di 15 O.S.S all’ospedale Villa Sofia. La donna, immortalata dai carabinieri del Ros a casa di Cuffaro, avrebbe ricevuto in anteprima le tracce. La licatese, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stata “segnalata” dall’ex deputato Carmelo Pullara. Anche quest’ultimo risulta indagato. Indagati sono pure Maurizio Micci, con un passato da odontoiatra a Villa Sofia, e Maurizio Mortillaro: anche loro avrebbero segnalato delle persone al concorso. La contestazione di “turbata libertа degli incanti” non sarebbe applicabile per il concorso pubblico e, per tale motivo, la procura sta facendo le valutazioni del caso che potrebbero sfociare anche in una richiesta di archiviazione.
L’episodio è emblematico e le cimici lo registrano completamente. L’operatrice partecipante al concorso si reca a casa di Cuffaro. L’ex governatore consegna la busta contenenti le tracce della prova scritta che si sarebbe svolta tre giorni più tardi, l’11 giugno 2024. E spiega: “Fanno tre buste che sorteggerete e nelle buste ci sono tre argomenti..e qua ci sono gli argomenti.. questi qua.. sceglierete la busta ne escono tre.. e poi loro vi diranno quale.. però te li devi studiare tutti..”In questa specifica vicenda, che ha portato all’arresto di Cuffaro, viene ipotizzato per l’ex governatore, l’ex braccio destro Vito Raso, l’ex direttore generale del Villa Sofia Roberto Colletti, originario di Siculiana, e il direttore del Trauma Center della stessa azienda, Antonio Iacono, il reato di corruzione. L’ipotesi degli inquirenti è questa: per fare in modo che i tra i vincitori risultassero soggetti “segnalati” da Cuffaro i pubblici ufficiali avrebbero consegnato in “anteprima” le tracce a Raso. In cambio – è questa l’ipotesi sostenuta dalla procura di Palermo – Colletti avrebbe ottenuto la conferma della nomina a Direttore generale del Villa Sofia mentre Iacono la promessa di conseguire l’incarico di Direttore di Unità di Anestesia e Rianimazione della stessa azienda ospedaliera.






