Empedoclino morto dopo procedura endoscopica, familiari chiedono 1 milione di euro all’Asp
I familiari hanno adesso citato in giudizio l’ASP, chiedendo un risarcimento di circa un milione di euro
A seguito di stenosi intestinale D.E., queste le iniziali dell’empedoclino, nel settembre 2020 si sottoponeva presso il reparto di chirurgia dell’Ospedale S. Giovanni di Dio di Agrigento a procedura endoscopica (ERCP), dalla quale derivava un’emorragia digestiva per contrastare la quale i sanitari del Nosocomio agrigentino sottoponevano il paziente a intervento chirurgico riparatore che tuttavia si rivelava infruttuoso e non risolutivo.
Nei giorni successivi, infatti, il paziente, dopo un apparente miglioramento, andava incontro a uno stato di shock, con alterazione dei valori pressori e della frequenza cardiaca, e per il protrarsi delle perdite emorragiche veniva nuovamente condotto con urgenza in sala operatoria per ulteriore intervento chirurgico.
Anche l’ulteriore approccio chirurgico si rilevava inutile, tant’è che per l’aggravarsi delle condizioni di salute il paziente, sedato, veniva trasferito con l’elisoccorso presso l’Ospedale Civico Benefratelli di Palermo, Centro Ospedaliero attrezzato per il trattamento avanzato dell’emorragia, ma la situazione clinica era talmente grave che ogni tentativo dei sanitaria palermitani di salvare la vita al paziente si è rivelato inutile.
Ritenendo configurabili profili di colpa in capo ai sanitari che ebbero in cura il paziente, i familiari, con l’assistenza degli Avv. Angelo Farruggia e Manuela Raneri, hanno adesso citato in giudizio l’ASP, chiedendo un risarcimento di circa un milione di euro. La prima udienza di si terrà innanzi al Tribunale di Agrigento nell’aprile 2026.




