Agrigento

Amministrative 2026, il centrodestra prova l’unità con il nome di Piero Luparello

Il medico non ha ancora preso posizione pubblica, ma minimizza con tutti coloro che incontra

Pubblicato 2 ore fa

Piero Luparello, al momento sminuisce e si svincola. Chiunque lo incontri riceve quasi sempre la stessa risposta: “non sono interessato alla candidatura a sindaco”.

Le motivazioni sarebbero di natura personale e professionale: “Servono almeno 2 mandati per riuscire a lasciare un segno, significherebbe per me fare politica oltre gli 80 anni e non ho intenzione di farlo”. Questo per tacere di questioni più prosaiche come una inevitabile contrazione dei guadagni derivanti dalla libera professione di chirurgo.

Eppure, nonostante la ritrosia del diretto interessato (che però al momento sfugge a qualunque tentativo di intervista e si guarda bene dallo smentire le notizie che lo danno come potenziale candidato) il suo nome è si tavoli che contano. Quasi inaspettatamente.

Ad avanzare l’idea di una candidatura del medico, già vicesindaco con Marco Zambuto e da una vita vicino alla politica centrista, sarebbe stato nei giorni scorsi infatti un esponente di primo piano di Fratelli d’Italia regionale, di quelli, per capirci, che parlano in nome e per conto del partito nazionale. La disponibilità di Luparello sarebbe stata posta all’attenzione di altri partiti di coalizione, come la Lega, e al momento l’ipotesi viaggia suffragata dall’idea di una candidatura unitaria del centrodestra, cosa che non avviene da alcuni decenni ad Agrigento.

Il chirurgo sarebbe una soluzione gradita a molti e contestualmente sgradita ad altri. Chi la sostiene vede nel suo nome una figura di sintesi che non ha alcun legame con l’amministrazione uscente e al contempo non ha alcuna coloritura politic precisa. Toglie inoltre le “castagne dal fuoco” a tutti: sottrae l’ex assessore Roberto Di Mauro dall’onere di individuare un successore per Franco Micciché e consente a Forza Italia di non doversi esporre con un proprio candidato (per quanto – lo sanno tutti – tirare in ballo Luparello alla fine sarebbe stata un’idea del deputato regionale Riccardo Gallo), chiudendo altresì la porta agli esponenti più “scalpitanti” come l’assessore Carmelo Cantone, che da tempo guarda con interesse alla candidatura a sindaco.

D’altra parte l’idea Luparello è colta con freddezza proprio tra le fila di Fratelli d’Italia non solo perché visto appunto come un “cavallo di Troia” di Forza Italia, ma perché, ci raccontano, durante le riunioni politiche svoltesi nel corso dell’ultima edizione di Atreju sarebbe stata Giorgia Meloni a ribadire la necessità di puntare su uomini e donne di “bandiera”, identificabili nel partito. Per questo, a microfoni accessi, dentro FdI Luparello viene indicato come un candidato del centrodestra unito, senza alcuna “coloritura”.

Così le trattative proseguono nel tentativo, entro il mese, di chiudere il cerchio intorno al già vicesindaco e presentarlo – se questi sarà d’accordo alla proposta – come il candidato dell’intero gruppo politico che governa la Regione ad eccezione, chiaramente di una Dc che con gli arresti domiciliari di Totò Cuffaro naviga – a vista – in acque molto torbide.

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