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Licata, arsenale in un fabbricato e droga nel condominio: in tre patteggiano condanna 

La vicenda è legata alle perquisizioni scattate a Licata la scorsa estate: in un fabbricato fu rinvenuto un arsenale mentre in un condominio un ingente quantitativo di droga

Pubblicato 2 ore fa

Due fratelli patteggiano la condanna, un terzo imputato pure ma dovrà attendere l’esito del procedimento a carico del figlio affinché l’accordo tra accusa e difesa sia ratificato dal giudice. Si chiude così la vicenda giudiziaria legata ad un’inchiesta che ipotizza un giro di armi, droga e intimidazione a Licata.

Il gup Giuseppe Miceli ha dato l’ok al patteggiamento dei fratelli Carmelo e Giacomo Marino (difesi dall’avvocato Gaspare Lombardo): cinque anni nei confronti del primo, per la detenzione di oltre due chilogrammi di hashish e quasi trecento grammi di cocaina occultati nel vano contatori di un condominio; sei mesi e venti giorni per il secondo, nella cui disponibilità furono rinvenuti 140 grammi di marijuana. Patteggiamento a cinque anni di reclusione anche per Domenico Cusumano, 56 anni, di Licata. L’accordo deve essere ancora ratificato dal giudice in attesa che venga definita la posizione del figlio Rosario, 26 anni, nei confronti del quale la difesa ha chiesto il giudizio abbreviato condizionato. Entrambi sono difesi dall’avvocato Santo Lucia.

La vicenda è legata a quanto accaduto nel luglio scorso quando la Squadra mobile di Agrigento eseguì perquisizioni a tappeto tra Licata e Canicattì culminate poi con l’arresto in flagranza dei quattro. Nel fabbricato rurale nella disponibilità di Cusumano gli agenti hanno trovato di tutto: cinque pistole, tre revolver a salve modificate per lo sparo, due fucili, migliaia di munizioni, caricatori, metal detector, ottiche di precisione e addirittura inneschi con polvere da sparo. L’arsenale veniva diviso e occultato in dei fusti o bidoni che poi venivano nascosti sotto terra, lontano da occhi indiscreti. Almeno nelle intenzioni poiché cimici e telecamere piazzate dalla Squadra mobile hanno svelato non soltanto i nascondigli ma soprattutto portato alla luce anche un vero e proprio mercato delle armi.

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