Concesso il nulla osta per la causa di beatificazione di don Gerlando Re
In questa domenica in tutte le chiese è stato letto l’editto scritto dall’arcivescovo Alessandro Damiano
I Vescovi di Sicilia hanno concesso il Nulla Osta per l’introduzione della causa di beatificazione e canonizzazione di don Gerlando Re, dell’Arcidiocesi di Agrigento, e di Sarah Calvano, giovane laica della Diocesi di Noto”. È quanto si legge nel comunicato finale della Conferenza Episcopale Siciliana diramato al termine della sessione dei suoi lavori dal 12 al 14 gennaio 2026.
Nella giornata di oggi è stato letto in tutt’e le parrocchie dell’Arcidiocesi di Agriento l’Editto dell’Arcivescovo Alessandro Damiano in memoria di don Gerlando Re.
I l 18 giugno 1949 moriva a Cianciana don Gerlando Re, presbitero diocesano.
Gerlando Re, figlio di Bernardo e Gaetana Di Liberto, nacque a Cianciana 1 8
gennaio 1916. L 8 giugno 1916 Gerlando fu battezzato a l Sacro Fonte alla presenza
dei genitori e dei padrini.
Cresciuto a Cianciana, frequentò le scuole elementari e poi lavorò nelle
campagne e come “caruso” nelle miniere d i zolfo.
Il 2 1 ottobre 1929 entrò nel Seminario di Agrigento per prepararsi a l
sacerdozio. Ordinato sacerdote il 1 2 giugno 1941 da Mons. Giovan Battista Peruzzo,
fu subito nominato vicario cooperatore dell’arciprete di Cianciana, don Pietro
Agliata. Collaborò con lui seguendo l a gioventù maschile attraverso l’istruzione
religiosa, gite, filodrammatiche e direzioni spirituali. Chi lo conobbe ricordava l e
omelie e i suoi discorsi caratterizzati da un eloquio chiaro, lineare e convincente, di
cui si conservano copie nei documenti dell’archivio familiare. Nel 1948, il Vescovo
gli affidò l a cura pastorale della Chiesa del Carmine, futura parrocchia. L a sua
giornata era dedicata alla preghiera, al confessionale e alla cura dei più poveri. Il
suo ministero, tra i più poveri delle miniere, applicava i principi della dottrina
sociale della Chiesa, elevando la dignità dei lavoratori. L i visitava nei loro ambienti
e celebrava con loro. Attraverso /Opera Nazionale Assistenza Religiosa e Morale
agli Operai (O.N.A.R.M.O.), si dedicava alla loro assistenza materiale e spirituale,
accorrendo sempre per primo in caso di incidenti o crolli.
Il 18 giugno 1949 don Gerlando Re, seduto alla scrivania, senti degli spari.
Nonostante il tentativo della zia di fermarlo, uscì di casa e vide Giuseppe Ciaravella
con una pistola e Giuseppe Carubia ferito a terra. Don Gerlando corse a dare
l’assoluzione a Carubia e a calmare Ciaravella, dicendogli: «Giuseppe, cosa hai
fatto? Vattene e che Dio ti perdoni». Ciaravella s i allontanò, ma tornò indietro,
sparando a don Gerlando alla nuca mentre assolveva il moribondo, dicendo: «Così
non confesserai più».
Accresciutasi, col passare degli anni, l a sua fama di santità, di martirio e di
segni ed essendo stato formalmente richiesto dal Postulatore il rev.do sac. Giuseppe
Lentini, di dare inizio alla relativa Causa di Beatificazione e Canonizzazione, nel
portarne a conoscenza la comunità ecclesiale, invitiamo tutti i fedeli a comunicare
direttamente o a far pervenire alla Cancelleria della Curia Arcivescovile di
Agrigento (piazza don G . Minzoni, 1 9 – 92100 Agrigento) tutte quelle notizie dalle
quali si possano i n qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di
santità del suddetto don Gerlando Re.
Dovendosi inoltre raccogliere, a norma delle disposizioni canoniche, tutti gli
scritti a lui attribuiti (diari, lettere o ogni altro scritto privato) o in qualunque modo
pertinenti alla Causa, dispongo con il presente Editto, a quanti ne fossero in
possesso, di rimetterli con debita sollecitudine alla medesima Cancelleria
Arcivescovile, qualora non siano già stati consegnati alla Postulazione.
Coloro che gradissero conservarne gli originali, potranno presentarne copia
che sarà debitamente autenticata.
Stabilisco, infine, che il presente Editto venga letto alla fine delle celebrazioni
di domenica 25 gennaio 2026, rimanga affisso per l a durata di tre mesi nelle
bacheche parrocchiali e venga pubblicato sul sito internet diocesano, nonché in
qualunque luogo, con il consenso del relativo Ordinario.




