Naro

TARI fuori controllo a Naro: bollette triplicate e commercianti verso lo sciopero

A intervenire è stata l'ALA - Associazione Lavoratori Autonomi, che ha promosso una raccolta firme culminata nella richiesta formale di un consiglio comunale aperto.

Pubblicato 2 ore fa

A Naro esplode il caso TARI. Le bollette per il 2024 recapitate ai commercianti hanno fatto emergere aumenti definiti “ingiustificabili” e “insostenibili”, scatenando una protesta che ora minaccia di paralizzare il commercio cittadino. I dati parlano da soli e lasciano poco spazio alle interpretazioni. Un commerciante che nel 2023 aveva pagato 300 euro si è visto recapitare, per il 2024, una richiesta di 1.086 euro. Un incremento superiore al 260%, arrivato senza spiegazioni chiare e senza che, denunciano gli interessati, vi sia stato un reale confronto preventivo.

Negli ultimi mesi i commercianti hanno incontrato più volte il sindaco Milco Dalacchi, che, secondo quanto riferito, avrebbe garantito chiarimenti e verifiche sulle modalità di calcolo della tassa. Promesse che ad oggi resterebbero disattese.

A intervenire è stata l’ALA – Associazione Lavoratori Autonomi, che ha promosso una raccolta firme culminata nella richiesta formale di un consiglio comunale aperto. La documentazione è stata trasmessa al Prefetto di Agrigento Caccamo e al Presidente del Consiglio Comunale di Naro Passarello. Segno di una frattura ormai evidente tra amministrazione e categorie produttive.

Secondo l’associazione, la gestione della TARI sarebbe caratterizzata da un peso economico sproporzionato che rischia di mettere definitivamente in ginocchio molte attività già provate dall’aumento dei costi e dal calo dei consumi.

Di fronte all’assenza di risposte, l’ALA ha annunciato la proclamazione di uno sciopero per il prossimo 23 febbraio, con chiusura delle attività commerciali e una manifestazione davanti al Comune di Naro. Una protesta che si preannuncia dura e che rappresenta, nei fatti, una vera e propria sfiducia politica.

Il messaggio dei commercianti è chiaro: la TARI rischia di diventare non uno strumento di servizio, ma l’ennesima tassa capace di svuotare le poche saracinesche aperte rimaste nel centro della città.

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