“I furbetti del cartellino a Favara”, il Comune sarà parte civile nel processo ai dipendenti
La giunta ha deliberato la costituzione di parte civile nel procedimento a carico di 31 dipendenti accusati di truffa aggravata
Il Comune di Favara si costituirà parte civile nel procedimento sui “furbetti del cartellino” a carico di 31 impiegati accusati di truffa. Lo ha deliberato la giunta guidata dal sindaco Antonio Palumbo con un provvedimento dello scorso 3 febbraio. La prima udienza si celebrerà il prossimo 2 marzo davanti il giudice Alberto Lippini. La procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 31 dipendenti del Comune di Favara a margine di un’inchiesta che avrebbe portato alla luce numerosissimi episodi di assenteismo al comune nell’estate 2022.
Badge passati di mano in mano e timbrati al posto di colleghi che potevano così assentarsi dal lavoro per sbrigare faccende personali risultando però in servizio. Tra questi c’era chi – nonostante risultasse sul posto di lavoro – faceva rientro nella propria abitazione, si recava in un’enoteca, al mercato, al cimitero, dal fruttivendolo, in ospedale oppure in chiesa. Tra gli imputati ci sono custodi, giardinieri, operatori amministrativi, assistenti, un geometra e anche un ispettore della Polizia Municipale. A quest’ultimo, ad esempio, gli inquirenti contestano oltre 10 episodi tra giugno e luglio 2022 con assenze “ingiustificate” per recarsi a casa, dal meccanico e addirittura a svolgere lavori edili nella propria abitazione. Ad altri due dipendenti – marito e moglie – viene contestato l’essersi scambiati i badge e timbrato il cartellino.
L’uomo, un geometra, è stato pizzicato a portare a spasso il cane mentre la moglie sarebbe andata sul posto di servizio un’ora dopo quello indicato. I casi di assenteismo documentati dai carabinieri della Tenenza di Favara sarebbero centinaia. L’indagine è stata aperta nel 2020 con prime iscrizioni nel registro degli indagati nel giugno 2022, con controllo bis nel marzo successivo che ha scoperchiato il calderone. Gli input alle indagini sono stati dati da almeno tre esposti anonimi, diverse fonti confidenziali e un gruppo di cittadini che si è ribellato ad un presunto “sistema” consolidato di abusi e agevolazioni in favore di pochi e a discapito di molti.
A dare nuova linfa alle indagini sono state numerose segnalazioni da parte di privati cittadini che, chiedendo aiuto ai carabinieri, hanno denunciato dinamiche a dir poco “opache” relative alle concessioni e autorizzazioni in favore di alcune attività commerciali puntando il dito – in particolare modo – contro il Corpo della Polizia municipale di Favara e l’Ufficio tecnico comunale. Ed è così che l’attività investigativa entra nel vivo con gli investigatori che – raccogliendo informazioni e indizi sui Vigili Urbani – chiedono e ottengono di piazzare telecamere negli uffici comunali, compresa la sede della Polizia Locale. Indagando su presunti abusi e favoritismi dei Vigili urbani (principalmente nei confronti di una nota attività di ristorazione) ai carabinieri si apre “un mondo” e nell’estate 2022 riescono a portare alla luce numerosissimi episodi di assenteismo di dipendenti dell’Ente.
LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO
“Nella giornata di ieri con la Giunta comunale abbiamo disposto la costituzione in giudizio come parte civile del Comune di Favara nel processo a carico di alcuni dipendenti dell’Ente, accusati di assenteismo. Si tratta di un atto dovuto, certo, ma che come Amministrazione non possiamo che rivendicare. Come avrete visto in questi mesi, dalla diffusione della notizia degli esiti dell’indagine svolta dalle Forze dell’ordine, non abbiamo alimentato il circo mediatico che vuole ogni indagato come colpevole. E sebbene io auspichi che ogni singolo dipendente possa provare dinnanzi alla legge la propria innocenza, è necessario che chi ha sbagliato, provocando danni di immagine e disservizi al Comune, se ne assuma la responsabilità. Questo per rispetto verso i cittadini e i tanti dipendenti per bene che lavorano con orgoglio e dignità.”





