Agrigento

Braccio paralizzato dopo vaccino anticovid, indennizzo a vita per agrigentino 

Il tribunale ha disposto un indennizzo bimestrale a vita per un agrigentino che riportò la quasi paralisi dell’arto superiore sinistro dopo la seconda dose di vaccino anticovid

Pubblicato 2 ore fa

Nel marzo del 2021, durante la campagna vaccinale anti-Covid 19, G.F., queste le iniziali, allora di anni 50, si sottopose, come da indicazioni Ministeriali, alla somministrazione della seconda dose del Vaccino Anti Covid 19 (Pfizer-BioNTech). A distanza di circa tre mesi, oltre a sintomatologia dolorosa al braccio SX, manifestò una reazione avversa consistita in amiotrofia nevralgica o sindrome di Parsonage-Turner, con una quasi paralisi dell’arto superiore sinistro.  Dopo apposita segnalazione all’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), quale sospetta reazione avversa al vaccino Pfizer, la Commissione Aziendale dell’ASP di Agrigento, dispensò il danneggiato dalla somministrazione della terza dose di vaccino.

Ritendendo, quindi, di avere subito un danno irreversibile a causa della somministrazione del vaccino Anti-Covid, il giovane Agrigentino, con l’assistenza dell’Avv. Angelo Farruggia, si era rivolto al Ministero della Salute per chiedere la corresponsione dell’indennizzo previsto dalla legge 210/92 in favore dei soggetti danneggiati da vaccinazione e somministrazione di sangue infetto. Tuttavia il Ministero della Salute, sulla scorta del Giudizio espresso dalla C.M.O. di Messina, aveva negato il riconoscimento dell’indennizzo, sostenendo che in relazione al tempo trascorso dall’insorgenza dell’infermità e in base alla letteratura scientifica di riferimento, sostanzialmente rappresentata dai Report AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), non esisteva alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino PFIZER e l’infermità neurologica insorta nel soggetto vaccinato.

Il provvedimento di diniego è stato impugnato dal soggetto danneggiato, con l’assistenza dell’Avv. Angelo Farruggia, innanzi alla Sezione Lavoro del Tribunale di Agrigento che, in persona del G.L. Dott. Pietro Mastrorilli, al termine del giudizio durato circa due anni, e che ha visto contrapposti il soggetto danneggiato al Ministero della Salute e l’AIFA, con l’Avvocatura di Stato, ha invece ritenuto fondata la domanda e condannato il Ministero della Salute a corrispondere al ricorrente l’indennizzo previsto dalla legge, ossia un assegno bimestrale da corrispondersi a vita. La decisione, sottolinea l’Avv. Angelo Farruggia, costituisce un precedente destinato ad assumere particolare rilievo nel panorama nazionale, in quanto, unitamente alla sentenza emessa dal Tribunale di ASTI nel settembre 2025, segna un importante apertura in sede giurisdizionale al riconoscimento dei danni da vaccinazione Anti-COVID 19. 

Questo il commento dell’Avv. Angelo Farruggia, del Foro di Agrigento: “sono contento che proprio la Sezione lavoro del Tribunale di Agrigento, da subito dimostratasi attenta al delicato tema dei danni da vaccinazione, abbia contribuito ad aprire una breccia nel muro di gomma eretto dal Ministero della Salute rispetto al riconoscimento degli eventi avversi correlati alla vaccinazione anti-COVID 19, nella specie PFIZER Tengo a precisare, che non si tratta di una “condanna ai vaccini” in generale o alla vaccinazione anti-COVID 19 in particolare che, a mio avviso, restano importanti e talora fondamentali strumenti di contrasto alla possibile diffusione di patologie. Il punto è un altro. I vaccini in generale, come i vaccini Anti-Covid 19, quest’ultimi peraltro immessi sul mercato dopo breve sperimentazione, non sono altro che farmaci e come ogni altro farmaco non possono considerarsi del tutto esenti dal rischio di eventi avversi, talora anche gravi. A fronte di tale inconfutabile evidenza, peraltro oramai riconosciuta dalla letteratura scientifica, e l’invito alla vaccinazione rivolto alla collettività durante la pandemia, non è invece condivisibile l’atteggiamento assunto dal Ministero della Salute, dunque, dallo Stato italiano, che, attraverso formule generiche e il vago richiamo a risalenti e non aggiornati rapporti dell’AIFA, sistematicamente nega il nesso di causalità tra la  somministrazione dei vaccini anti-COVID 19 e le reazioni avverse di cui sono rimasti vittima i soggetti danneggiati che, seppure  assai limitati rispetto alle proporzioni della campagna vaccinale, di fatto, calato il sipario del silenzio mediatico intorno alla pandemia, sono rimasti abbandonati a se stessi. In una materia, come quella delle possibili reazioni avverse alla vaccinazione Anti-COVID 19, non ci si può trincerare dietro la mancanza di una prova scientifica certa sul nesso di causalità tra la vaccinazione e le reazioni averse, per lo più costituite da miocarditi, trombosi, paralisi di bell, sindrome di Guillain-Barré e disordini neurologici di natura autoimmune, come nel caso di specie. Il pregio della decisione del Tribunale di Agrigento, da qui il valore di precedente destinato ad assumere rilievo nazionale, risiede proprio nell’avere, pur in difetto di una prova certa della sussistenza del nesso di causalità, riconosciuto l’importante beneficio economico in base al criterio probatorio della “verosimile probabilità scientifica” desunta dalla “preponderanza dell’evidenza”.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N. 7/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
Grandangolo Settimanale N. 40 - pagina 1
Pagina 1 di 11
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner omnia congress
banner italpress istituzionale banner italpress tv