Accoltellò moglie e figli ma è incapace di intendere, chiesta infermità anche per maltrattamenti
Il meccanico di Cianciana fu assolto dal triplice tentato omicidio perchè incapace di intendere, adesso chiede di essere scagionato anche per i maltrattamenti
Aveva sequestrato per ore e accoltellato la moglie e i due figlioletti di sei e tre anni ma era stato prosciolto poiché giudicato incapace di intendere e volere. Daniele Alba, meccanico trentasettenne di Cianciana, adesso chiede alla Corte di appello di Palermo di essere scagionato anche per i maltrattamenti, accusa che gli è costata una condanna ad oltre sei anni di carcere in primo grado. La difesa dell’imputato – rappresentata dagli avvocati Luca Burgio e Maurizio Gaudio – ha impugnato la sentenza del tribunale di Sciacca chiedendo ai giudici di secondo grado il riconoscimento dell’infermità mentale anche per il reato di maltrattamenti in famiglia.
Il 23 maggio 2024 è un giorno che la piccola comunità di Cianciana ricorda molto bene. Alba, al culmine di una lite avvenuta in un appartamento nei pressi di piazza Puccini, accoltellò prima la moglie per poi scagliarsi contro i figli di 6 e 3 anni. Mamma e figlio riuscirono a fuggire nonostante le ferite mentre la bimba rimase per barricata in casa col padre. Soltanto dopo alcune ore, grazie all’intervento di un negoziatore dei carabinieri, il meccanico liberò la bambina. Alba si consegnò ai carabinieri nel tardo pomeriggio di quella giornata di follia, rischiando di essere linciato dalla folla che nel frattempo si era radunata sotto casa. La moglie, che riportò ferite al volto e alle braccia, fu la prima ad essere dichiarata fuori pericolo. I bambini subirono invece delicati interventi: il più grande alla testa per l’estrazione della punta del coltello che, nella ferocia dell’aggressione, gli era rimasto conficcato nel cranio; la sorellina alla mandibola per ridurre le fratture provocate dal coltello. I piccoli, dopo ricoveri e cure, furono fortunatamente dichiarati non più in pericolo di vita.




