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Il boss Vetro incontrò il capo della Protezione civile: “Siamo giovani ma di mentalità vecchia”

Il boss Carmelo Vetro era riuscito ad incontrare anche il capo della protezione civile regionale Salvo Cocina. Era il 12 febbraio scorso

Pubblicato 2 ore fa

Il boss Carmelo Vetro, tornato in libertà nel 2019 dopo aver scontato una condanna a nove anni per mafia nell’operazione “Nuova cupola”, era riuscito ad incontrare anche il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina. Un appuntamento reso possibile, secondo quanto emerge dalle carte dell’inchiesta di Palermo, grazie all’intermediazione del supermanager Salvatore Iacolino, oggi indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il rampollo favarese, figlio del defunto boss ergastolano Giuseppe, chiese a Iacolino di metterlo in contatto con il dirigente. L’idea di Vetro – secondo la ricostruzione dei pm – era quella di promuovere la sua attività in vista dei lavori di bonifica e recupero ambientale in seguito al ciclone Harry che aveva provocato ingenti danni in tutta la Sicilia. La circostanza è stata peraltro confermata dallo stesso Cocina in un’intervista al quotidiano La Sicilia. L’incontro, effettivamente, avviene il 12 febbraio 2026 nella sede della Protezione civile.

Carmelo Vetro e il cognato Antonio Lombardo si presentano al capo della Protezione civile, un colloquio interamente intercettato grazie al trojan installato nel cellulare del boss. Si parla di questioni tecniche, di bonifica del mare, di rifiuti. Cocina, sentendo il cognome del suo interlocutore, ebbe un sospetto: “Quel Vetro di cui si parla … (Alessandro, imprenditore favarese indagato nell’inchiesta con l’onorevole Di Mauro e recentemente coinvolto anche in quella con l’ex governatore Cuffaro ndr). Il boss rispose: “Un altro Vetro.. di Vetro ce ne sono tantissimi”. La conversazione, dopo temi di natura tecnica, si spostò sull’attuale situazione in Sicilia caratterizzata da numerose inchieste giudiziarie su appalti e corruzione.

Vetro, nello specificare che queste criticità esistono da sempre, tirò in ballo anche il padre lasciando intendere che fosse un imprenditore: “Lo disse già mio padre nel lontano 2005..lui ha lavorato sempre a Milano.. (il boss Giuseppe Vetro venne arrestato dopo una breve latitanza e morì per cause naturali mentre scontava l’ergastolo, ndr) “Noi siamo affezionati a questa terra.. ci ostiniamo a fare qualcosa di buono però alziamo le braccia..”. Il capo della Protezione civile ricordava che negli anni passati era tutto “più tranquillo”. Vetro rispose: “Assolutamente.. noi siamo giovani e veniamo da una scuola abbastanza vecchia di mentalità… e capiamo.. capiamo benissimo..”

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