Salute al femminile, il ruolo sempre più strategico di infermieri e ostetriche
Salvatore Occhipinti e Federica Arancio: “Lavorare insieme per una sanità più efficace e vicina alle donne”
La salute della donna come punto di incontro tra competenze, professionalità e visioni diverse ma complementari. È questo il filo conduttore del convegno promosso dall’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Agrigento e dall’Ordine della professione ostetrica (Opo) di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, inserito nell’open week dedicato alla salute femminile di Bollino Rosa – Fondazione Onda.
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Opi di Agrigento, Salvatore Occhipinti, che ha posto l’accento sull’evoluzione del ruolo infermieristico e sulla centralità della prevenzione.
“La giornata di oggi rappresenta un momento particolare – ha spiegato – perché ci consente di affrontare temi fondamentali come la prevenzione e le principali problematiche sanitarie che coinvolgono la donna. Questo evidenzia il ruolo dell’infermiere, che oggi non è più soltanto una figura tecnica”. Occhipinti ha voluto superare uno stereotipo ancora diffuso: “L’infermiere non è più ‘il padrone della siringa’, ma anche ‘della penna’: pianifica l’assistenza, attiva reti professionali e accompagna la donna in un percorso di cura che è sempre più complesso e multidisciplinare”. Un ruolo che si estende ben oltre i reparti specialistici: “Mentre ostetriche e ginecologi operano in ambiti specifici, l’infermiere è presente ovunque: in oncologia, dove può riconoscere segnali precoci di tumore al seno, ma anche in tutti quei contesti in cui emergono fragilità psicologiche come ansia, depressione o stati di disagio. È spesso il primo a intercettare questi segnali e a indirizzare la paziente verso i professionisti giusti”. Al centro, quindi, una visione multicentrica della donna: “Attorno alla paziente ruotano diversi specialisti – ha aggiunto – e l’infermiere ha il compito di tenere insieme questo sistema, garantendo continuità e qualità dell’assistenza”.
Accanto a lui, la presidente dell’Opo, Federica Arancio, ha sottolineato con forza il valore della collaborazione tra le due professioni, soprattutto in una fase iniziale del suo mandato: “Questo è il mio primo mandato – ha dichiarato – e ho avuto l’onore di iniziare subito una collaborazione concreta con l’Ordine delle professioni infermieristiche. Non è un fatto scontato, ma è un segnale importante”. Per Federica Arancio, il punto chiave è la condivisione: “La giornata di oggi significa mettere insieme competenze diverse con un obiettivo comune: migliorare la qualità della cura. Solo lavorando fianco a fianco possiamo garantire risposte più efficaci alle donne”. Ma c’è anche un aspetto interno alla professione: “Creare un ambiente lavorativo in cui ostetriche e infermieri collaborano davvero – ha aggiunto – significa anche crescere professionalmente, confrontarsi e costruire modelli organizzativi più moderni”.
Il convegno si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione, che ha visto di recente l’organizzazione di iniziative dedicate alla prevenzione e al benessere, come la camminata itinerante proposta dall’associazione Onde Rosa, presieduta da Silvia Failla Mulone, che ha riunito centinaia di cittadini in nome della prevenzione e della salute al femminile. “Se domenica abbiamo diffuso la cultura della prevenzione sia primaria con l’attività sportiva, sia secondaria attraverso gli screening, con Onde Rosa – ha affermato Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Asp – oggi puntiamo sulla formazione degli operatori sanitari sulla parte più prettamente clinica”. Sulla stessa linea il direttore sanitario Raffaele Elia, che ha rimarcato il valore del lavoro integrato: “Una squadra di professionisti – psicologo, medico, senologo, infermiere, ostetrico, ginecologo, … – deve ruotare attorno alla donna per dare salute”.
Tra gli interventi, anche quello del direttore del dipartimento d’Emergenza, Gerlando Fiorica, che ha ricordato l’impegno dell’Asp anche negli ambiti rianimatorio e anestesiologico: “Abbiamo voluto fortemente la nascita del servizio di Partoanalgesia per eliminare il dolore del parto e renderlo un momento da ricordare con gioia”
mentre il direttore dell’Uoc di Ostetricia e Ginecologia, Maria Rita Falco Abramo, ha posto l’accento sull’importanza della presa in carico globale della paziente: “La gestione multidisciplinare – ha detto – consente di prendersi cura della donna a 360 gradi, considerando non solo la patologia ma anche gli aspetti sociale e psicologico. La paziente deve essere informata e avere un ruolo decisionale nella gestione del trattamento medico e chirurgico e deve essere seguita anche dal punto di vista psicologico, in maniera tale da affrontare il tutto all’insegna del benessere generale”.
Nel corso dell’evento è intervenuto anche Salvatore Pantalena, che ha richiamato il valore storico e attuale del lavoro femminile nella sanità: «Parlare della donna che lavora significa riconoscere un percorso lungo e spesso difficile. Nel settore sanitario le donne hanno costruito, con competenza e coraggio, le basi dell’assistenza moderna e continuano oggi a esserne protagoniste in ogni ambito». Presente anche la referente Bollino Rosa – Fondazione Onda dell’Asp di Agrigento, Mariangela Genuardi, che ha evidenziato la missione dell’iniziativa: “Tutelare la salute della donna sensibilizzando e formare il personale sanitario si traduce in benefici per la salute globale”.

