L’omicidio di Gabriele Vaccaro, interrogato un altro 16enne: “Ci siamo nascosti e scambiati i vestiti”
A parlare è un altro 16enne, amico del principale indagato, anche lui indagato per concorso in omicidio e omissione di soccorso
Il battibecco per le pizze, l’aggressione con un coltello, la fuga e il nascondiglio tra i cespugli con cambio dei vestiti per non farsi riconoscere. Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Gabriele Vaccaro, il venticinquenne di Favara ucciso con una coltellata nella notte tra il 18 ed il 19 aprile a Pavia. A parlare è un altro 16enne, amico del principale indagato, anche lui indagato per concorso in omicidio e omissione di soccorso. Il minorenne era presente al momento dell’aggressione ed è stato interrogato martedì dai poliziotti della Squadra mobile di Pavia e dal magistrato della procura dei Minori di Milano. Un interrogatorio, in presenza del suo avvocato Antonio Savio, avvenuto proprio nel parcheggio dell’area Cattaneo, luogo in cui si è consumato l’omicidio.
Il ragazzino ha confermato la causa della lite tra i due gruppi è da ricondurre ad un battibecco per le pizze che Gabriele aveva appena comprato. La discussione è degenerata con il 16enne egiziano che ha poi esatto un coltello e colpito Gabriele al collo e l’amico (anche lui agrigentino, di Ribera) all’addome. Il minorenne indagato giura: “Non sapevo avesse un coltello, anzi mi è parso strano perché eravamo stati in discoteca e ci avevano perquisito”. Il 16enne prosegue nel racconto: “Ho visto il mio amico che gli dava un colpo all’addome, ma non pensavo fosse un coltello. Non mi sono reso conto di niente ma quando ho visto il sangue però siamo scappati.” Il minore racconta anche gli attimi successivi all’aggressione: “Ci siamo nascosti nei cespugli dietro le mura spagnole. Più che altro non volevamo farci riconoscere dai giovani con cui avevamo litigato.” Intanto il 4 maggio è prevista la copia forense dei cellulari sequestrati agli indagati che potrebbe fornire nuovi elementi utili alle indagini.

