Agrigento

Inclusione sociale, firmata la convezione tra il Parco Valle dei Templi e Ulepe

Al via i percorsi di inclusione sociale per persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria all'interno della Valle dei Templi di Agrigento

Pubblicato 1 ora fa



Al via i percorsi di inclusione sociale per persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria all’interno della Valle dei Templi di Agrigento. E’ stata firmata la convezione tra il direttore del Parco, Roberto Sciarratta, e il direttore dell’ULEPE(Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna di Agrigento), Stefano Papa.

“Questo protocollo ha un valore duplice perché si tratta di un progetto inclusivo che interessa sì il Parco, ma interessa le persone che hanno avuto un percorso della loro vita sbagliata e che hanno la possibilità di essere a contatto con il mondo della cultura”, dice il direttore Sciarratta che sottolinea: “abbiamo già avviato un collaborazione con il carcere di Agrigento avendo qui alcuni detenuti che si sono occupati della raccolta delle olive. Per le persone che lavoreranno in Valle sarà l’inizio di una nuova vita e per noi una collaborazione che mi auguro segni un inizio di una nuovo percorso che dia la possibilità di rimettersi in carreggiata avendo e assicurandosi una manualità e una abitudine a un lavoro di restauro, di manutenzione dei nostri meravigliosi giardini, e sicuramente sarà un arricchimento anche per noi”, ha concluso a margine della firma il direttore del Parco Archeologico Valle dei Templi.

Il protocollo della durata di due anni, vedrà a lavoro 10 persone ammesse a misure alternative alla detenzione svolgere attività di volontariato non retribuito contribuendo alla valorizzazione del territorio attraverso lavori di manutenzione del verde e decoro urbano, supporto ai servizi del Parco, partecipazione alle attività del ciclo agricolo svolte all’interno del Parco, anche in coordinamento con altri enti del terzo settore operanti sul sito.

Le attività di volontariato sono volte a promuovere la partecipazione attiva del soggetto autore di reato e della comunità locale nell’ambito di un processo dinamico di reintegrazione sociale. Un patto che ha lo scopo di dare valore a quello che è un’esecuzione di pena che non può rimanere semplicemente una restrizione della libertà, ma deve essere una restituzione alla collettività in un sito così particolare, così pieno di valore storico che darà la possibilità a questi soggetti di riflettere sul proprio comportamento ma gli permetterà anche di acquisire delle competenze pratiche”, dice il direttore Ulepe, Stefano Papa.

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