La scomunica dei mafiosi e il sacrificio del giudice: il 9 maggio nel segno di Wojtyla e Livatino
Il 9 maggio è il giorno della beatificazione di Rosario Livatino ma anche l’anniversario dell’anatema di Giovanni Paolo II che dalla Valle dei templi gridò: “Convertitevi”
Oggi, 9 maggio, la memoria torna a quella mattina del 2021, quando la Cattedrale di Agrigento svelò al mondo il volto del Beato Rosario Livatino. Ma quella data non è casuale: è un appuntamento con la storia che affonda le radici in un altro 9 maggio, quello del 1993. Per la chiesa agrigentina è un giorno che fa sintesi del “Grido nella Valle”e il “Silenzio del Giusto”. Esattamente 28 anni prima della beatificazione, San Giovanni Paolo II faceva tremare la Valle dei Templi con quel monito che scosse le coscienze: “Convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio!”.
In quel viaggio, il Papa volle incontrare i genitori di Livatino, definendo il figlio “martire della giustizia e, indirettamente, della fede”. La beatificazione del 2021 è stata la risposta vivente a quel grido. La camicia azzurra ancora intrisa di sangue, simbolo di una lotta che non usa armi ma verità. Il 9 Maggio è il giorno che lega insieme il Papa che sfidò la mafia a viso aperto e il magistrato che la combatté nel silenzio del suo ufficio, sotto l’egida del Sub Tutela Dei. Vedere il quadro di Livatino svelato in Cattedrale è stato come vedere la vittoria della luce sulle tenebre. Oggi onoriamo entrambi: i due testimoni ci ricordano che la giustizia non è un ideale astratto, ma una scelta quotidiana che può cambiare la storia.

