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Mafia, 48 anni fa veniva ucciso Peppino Impastato

Quarantotto anni fa, il 9 maggio 1978, la mafia uccideva a Cinisi l'attivista e giornalista Peppino Impastato, animatore instancabile di iniziative culturali e antimafia

Pubblicato 1 ora fa

Quarantotto anni fa, il 9 maggio 1978, la mafia uccideva a Cinisi l’attivista e giornalista Peppino Impastato, animatore instancabile di iniziative culturali e antimafia. Oggi viene ricordato con un presidio davcanti al casolare in cui venne ucciso, lo storico corteo e, infine, un concerto accanto alla casa che fu del boss Tano Badalamenti. Anche attraverso i microfoni di Radio Aut, radio libera fondata a Terrasini nel 1977 insieme a un gruppo di giovani militanti, Peppino ha denunciato senza riserve il potere mafioso, attaccando il capomafia Gaetano Badalamenti, i cui affari e i cui traffici erano possibili grazie alle collusioni e alle complicita’ della politica e dei partiti locali. Senza paura ha diffuso radiofonicamente le trame del potere politico-mafioso, conducendo una satira feroce nei confronti dei notabili piu’ in vista del periodo. E’ stato fatto esplodere con una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani la notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, dopo essere stato selvaggiamente picchiato. Per le autorita’ la ‘verita” era scontata e a partire da questa ha avuto avvio un tentativo di depistaggio: Peppino, a detta degli inquirenti, sarebbe stato un maldestro attentatore rimasto ucciso dalla bomba con cui si accingeva a compiere un attentato sulla linea ferroviaria.

Solo grazie all’attivita’ dei compagni di Peppino, di mamma Felicia, del fratello Giovanni e del Centro siciliano di documentazione e’ stata individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate e’ stata riaperta l’inchiesta giudiziaria che ha portato al processo contro i boss Palazzolo e Badalamenti, conclusosi nel 2001 con la condanna dei due imputati. Stamane presidio al casolare con interventi di amici di Impastato, associazioni e familiari. Alle 16 a Terrasini raduno alla vecchia sede di Radio Aut e corteo verso Casa Memoria, con interventi dal balcone. A partire dalle 19, Corso Umberto I si trasformera’ in un grande palcoscenico a cielo aperto per il “Concerto per Peppino Impastato”. Protagonista dell’edizione 2026 e’ una nuova generazione di artisti, in gran parte al femminile, capace di intrecciare linguaggi contemporanei e impegno civile, dando nuova voce a una storia che continua a parlare al presente. L’evento, che si svolgera’ accanto all’ex abitazione del boss Gaetano Badalamenti, oggi restituita alla collettivita’, vedra’ alternarsi Anna Castiglia, Martina Cirri, Chiara Effe, Danilo Sulis, Cico Messina, Rossana De Pace e gli Hate Moss, per una line up che attraversa generi e linguaggi, dal cantautorato contemporaneo al jazz fino alle sonorita’ post-punk. L’obiettivo dell’evento musicale e’ sempre lo stesso, viene spiegato: “Mantenere viva la memoria e trasmettere speranza, voglia di giustizia sociale, impegno e per far emergere, attraverso la loro musica, il ricordo di Peppino Impastato. “Il concerto del 9 maggio – spiega Francesca Impastato, presidente della Pro loco Cinisi 2.Zero – e’ il punto in cui memoria e futuro si incontrano. Abbiamo scelto una line up giovane e in gran parte femminile, unita dai valori che Peppino Impastato continua a trasmettere. La musica, per noi, e’ uno strumento concreto per tenere viva questa storia e portarla alle nuove generazioni”.

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