Girgenti Acque, prescrizione “cancella” il reato di false comunicazioni sociali
Resta, tuttavia, in piedi l’associazione a delinquere. Il processo prosegue ma non sarà certamente breve
La prescrizione “cancella” l’ipotesi di reato di false comunicazioni sociali contestato a 13 dei 23 imputati coinvolti nel processo scaturito dall’inchiesta su Girgenti Acque. Lo ha stabilito il tribunale di Agrigento nella scorsa udienza. Si “alleggeriscono”, dunque, le contestazioni mosse alle persone a processo per il cosiddetto “Sistema Campione”, una presunta lobby che girava intorno all’ex patron del colosso idrico caratterizzato da corruzione e presunti reati contro la pubblica amministrazione. Resta, tuttavia, in piedi l’associazione a delinquere. Il processo prosegue ma non sarà certamente breve: quasi cento i testimoni che dovranno essere sentiti (alcuni già escussi) prima di chiudere il dibattimento.
L’inchiesta Waterloo, che verte proprio sulla figura di Marco Campione e sull’ex colosso che per anni ha gestito il servizio idrico in provincia di Agrigento, ipotizza un’associazione per delinquere finalizzata ai reati contro la pubblica amministrazione. La procura di Agrigento ipotizza una potente azione di lobbying e la creazione di un vasto sistema di corruttele volto ad eludere i controlli degli enti preposti e che avrebbe permesso di operare in regime di monopolio con relativi guadagni e conseguenze importanti anche sull’ambiente dovuta ad una presunta omissione dell’attività di depurazione delle acque. Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la Pubblica Amministrazione, corruzione, frode in pubbliche forniture, furto, ricettazione, reati tributari, societari e in materia ambientale.
Un’inchiesta comunque ridimensionata soprattutto nella fase preliminare quando il gup ha prosciolto diversi imputati “eccellenti” quali l’ex prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, accusato di aver “salvato” l’imprenditore Marco Campione da una interdittiva antimafia; l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, l’ex parlamentare Francesco Scoma (entrambi accusati di finanziamento illecito ai partiti) nonché l’ex presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D’Orsi.

