Agrigento

Amianto e rifiuti abbandonati lungo le strade provinciali: al via la bonifica

Il Presidente Pendolino: “Ricordiamo ai cittadini che l'abbandono dei rifiuti è un reato penale”

Pubblicato 46 minuti fa

Prosegue l’impegno del Libero Consorzio Comunale di Agrigento nella bonifica delle strade provinciali dagli ingenti quantitativi di rifiuti abbandonati lungo i tracciati. Un’attività che l’ex Provincia effettua ai sensi dell’art. 14 del Nuovo Codice della Strada su tutta la rete viaria di propria competenza (strade provinciali, ex consortili ed ex regionali), e che ha portato nel primo quadrimestre di attività del 2026 alla rimozione di oltre 235 tonnellate di rifiuti di ogni tipo. Tra questi spiccano, purtroppo, oltre 8 tonnellate di manufatti contenenti amianto, materiale estremamente pericoloso che provoca un aumento esponenziale dei costi di raccolta e che deve essere opportunamente trattato per la raccolta in sicurezza e il conferimento al centro di stoccaggio di Carini. Raccolte anche oltre 37 tonnellate di ingombranti e rifiuti speciali (pneumatici dismessi, plastica, legno ecc) e oltre 4 tonnellate di guaine bituminose. A questi vanno aggiunte oltre 28 tonnellate di materiali di risulta provenienti da demolizioni di fabbricati e ben 155 tonnellate di rifiuti solidi ordinari.

L’attività di bonifica è stata svolta su strade di tutti i comparti dall’impresa Ecorecuperi srl di Caltanissetta, aggiudicataria dell’accordo quadro biennale per la bonifica dei rifiuti sulla rete viaria provinciale, coordinata dal Gruppo Risanamento Ambientale del Libero Consorzio (Dirigente dr. Achille Contino, RUP Arch. Sergio Micciche, Responsabile di cantiere geom Antonio Sciarratta). Per la bonifica del territorio dai rifiuti il Libero Consorzio ha stanziato ben 400.000,00 euro nel biennio 2025-2026. “Si tratta di una somma notevole” afferma il Presidente del Libero Consorzio di Agrigento Giuseppe Pendolino “che purtroppo toglie risorse ad altri settori egualmente importanti. Abbiamo potenziato notevolmente le attività di controllo e di repressione sul territorio, ma è chiaro che l’estensione della rete viaria di nostra competenza non consente di eliminare del tutto il fenomeno. Nell’auspicare un maggior senso civico da parte dei cittadini voglio ricordare che l’abbandono di rifiuti da qualche anno è stato elevato a reato contro l’ambiente, con sanzioni penali che comprendono, tra gli altri, la sospensione della patente, il sequestro dei mezzi e multe fino a 20.000 euro”.

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