Sciacca, individuato l’operatore economico per il rilancio delle Terme
Adesso si passa alla nomina della Commissione per le valutazioni e gli adempimenti.
Individuato l’operatore economico per il rilancio delle Terme di Sciacca, in provincia di Agrigento. Lo rende noto la Regione Siciliana, sottolineando in una nota che sarà la proposta presentata dalla Rti Terme di Saturnia a essere sottoposta alla procedura di valutazione: lo stabilisce il decreto firmato oggi dal dirigente generale del dipartimento Attività produttive, Dario Cartabellotta, in ordine all’avviso pubblico esplorativo per la ricerca di operatori economici interessati alla presentazione di proposte di partenariato pubblico privato per la progettazione, esecuzione dei lavori e gestione del complesso termale di Sciacca, insieme alla relativa concessione mineraria. Chiusa, dunque, la fase della individuazione delle proposte adesso si passa alla fase successiva, ovvero la nomina della Commissione per le valutazioni e gli adempimenti. “Prosegue secondo il cronoprogramma dei tempi stabilito dal governo regionale – dice il presidente della Regione Renato Schifani – l’iter per avviare concretamente il recupero delle Terme di Sciacca. Chiuso l’avviso esplorativo e individuata la società adesso si procede con la valutazioni della proposta. Un importante risultato ottenuto, nel pieno rispetto dei tempi, grazie al lavoro degli uffici e alla capacità di superare gli ostacoli burocratici. Si tratta di un passaggio cruciale che ci conduce verso l’obiettivo di riqualificare il patrimonio delle Terme come opportunità di sviluppo per il rilancio del turismo termale, per il quale il governo contribuirà con 50 milioni di euro a valere sui fondi Fsc attraverso il partenariato pubblico-privato”. La formula adottata dall’amministrazione regionale è quella della finanza di progetto e prevede, oltre alla gestione dell’intero complesso, anche la concessione e la progettazione insieme all’esecuzione dei lavori.
LA NOTA DI MICHELE CATANZARO, CAPOGRUPPO PD ARS
Il capogruppo del Partito Democratico all’Ars, Michele Catanzaro, esprime soddisfazione per l’importante avanzamento nel percorso di riqualificazione delle Terme di Sciacca. L’apposita commissione tecnica regionale ha infatti concluso la fase di valutazione individuando l’operatore economico ritenuto idoneo nell’ambito della manifestazione d’interesse avviata dalla Regione Siciliana.
“Dopo l’avviso di partenariato pubblico-privato, che comprende concessione, progettazione, lavori e gestione e che aveva raccolto due proposte, a fronte di un investimento pubblico di 50 milioni di euro (FSC 2021-2027) e del contributo dei soggetti privati – dice Catanzaro – oggi è arrivata l’individuazione dell’operatore rappresenta un risultato positivo e un passaggio decisivo, che conferma la validità del lavoro svolto finora e apre finalmente una prospettiva concreta per il rilancio del complesso termale”.
Catanzaro, che ha seguito costantemente l’iter e sollecitato il governo regionale ad accelerare le procedure, sottolinea come questo passaggio sia fondamentale per restituire alla Sicilia una risorsa economica, culturale e turistica di grande valore, chiusa ormai da undici anni. “Un importante passo in avanti — aggiunge Catanzaro — ma il percorso è ancora lungo e la nostra attenzione rimarrà alta”.
Il capogruppo PD richiama infatti la necessità di mantenere alta la vigilanza sui prossimi passaggi tecnici e amministrativi, affinché la fase successiva, dalla formalizzazione degli atti alla pubblicazione della gara d’appalto, proceda con trasparenza, rigore e piena tutela dell’interesse pubblico. L’obiettivo primario – conclude Catanzaro – è affidare le Terme di Sciacca a soggetti economici solidi e affidabili, capaci di garantire una gestione moderna, sostenibile e finalmente all’altezza del potenziale di un bene strategico per l’intera Sicilia. Lo chiede un’intera comunità, lo chiede con forza un territorio che nel corso degli ultimi anni ha fatto sentire forte la propria voce attraverso varie manifestazioni, con le quali è stato evidenziato il grave ritardo dei governi regionali nella salvaguardia e sviluppo di un grande patrimonio storico ed economico”.

