Agrigento

“Per vergogna o per morte”, madre denuncia il figlio tossicodipendente e scatta la maxi inchiesta 

Il crack invade le strade della provincia di Agrigento. La madre di un tossicodipendente, con coraggio e dignità, denuncia il figlio facendo partire una maxi inchiesta. La Procura chiede 28 arresti.

Pubblicato 2 ore fa

Ha il volto di una madre coraggiosa l’indagine dei carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Agrigento su una fiorente attività di spaccio di droga in provincia caratterizzata da centinaia di cessioni di stupefacente tra la Città dei templi, Aragona, Canicattì, Santa Elisabetta e Favara. Cocaina, eroina ma soprattutto crack tornano ad invadere le strade dell’Agrigentino con inquietante frequenza. Un dato, più di tutti, emerge con estrema chiarezza e altrettanta preoccupazione: una crescita sempre più pronunciata della domanda nel mercato, purtroppo fiorente, del crack. Consumatori di ogni età e rango sociale pronti a tutto pur di acquistare una dose da “farsi”. Ma dietro ognuno di loro ci sono anche vissuti e storie personali dalle quali emergono le fragilità, le paure e il bisogno di aiuto. Ed è proprio da una di queste dolorose storie che prende il via la maxi inchiesta della Procura di Agrigento che adesso chiede l’arresto di 28 persone. Molti di loro sono già stati raggiunti da misura cautelare nel corso delle indagini mentre in 15 compariranno domani (lunedì 6 luglio ndr) davanti il gip Michele Dubini per l’interrogatorio preventivo. Sarà il giudice, dopo averli sentiti, a decidere se accogliere o meno la richiesta del procuratore Giovanni Di Leo e del sostituto Elettra Consoli. Ma facciamo un passo indietro.

Agosto 2024. Siamo nel cuore di un quartiere periferico a nord di Agrigento. Da mesi una madre è tormentata dal figlio con gravi problemi di tossicodipendenza. Minacce di morte, soprusi, insulti di ogni genere ma, soprattutto, continue richieste di denaro. Il genitore, per amore e forse anche per paura, sperpera la propria pensione per elargire quotidianamente denaro al trentanovenne. Denaro contante e ricariche postepay con importi di 50, a volte 70 euro al giorno. Anche la causale inserita nei versamenti è un monito: “Per disonesto, per disgrazia, per vergogna, per morte..”. Una situazione che diventa sempre più incandescente ogni qualvolta la donna si rifiuta di pagare e il figlio è in crisi di astinenza. Pur di reperire il denaro, ed è questa la preoccupazione del genitore, è disposto a tutto: rubare nei supermercati per poi “barattare” la merce con le dosi di droga o – ancora peggio – estorcere denaro ad un inerme e indifeso anziano, costretto dietro minaccia a consegnare di volta in volta i soldi. La madre decide così di compiere un gesto coraggioso, di estrema dignità, con il solo obiettivo di aiutare il figlio: gli sottrae il cellulare in un momento di distrazione e lo porta ai carabinieri. È la genesi dell’indagine. Agli investigatori, che monitorano il trentanovenne, si apre un mondo anche grazie al contenuto estrapolato dal telefonino ricostruendo movimenti, contatti, frequentazioni. In appena sei mesi di attività investigativa i militari dell’Arma, piazzando telecamere e cimici, scoprono una fiorente attività di cocaina, eroina e crack che dal centro storico di Agrigento, dove le piazze di spaccio sono in mano agli immigrati, giunge anche ad Aragona, Canicattì, Santa Elisabetta e Favara. Lo stupefacente viene acquistato in grossi centri come Palermo e Catania e poi trasportato nell’Agrigentino dove viene rivenduto al dettaglio. Una catena di montaggio che ha come ultimo tassello il consumatore. E sono in centinaia a “sballarsi” di crack: dal disoccupato al libero professionista passando per camerieri e impiegati. 

GLI INDAGATI 

Wissem Horri, 29 anni, tunisino residente ad Agrigento; Lazhar Bahri, 31 anni, tunisino residente ad Agrigento; Ebrima Dampha, 26 anni, gambiano residente a Naro; Giovanni Avvenanti, 27 anni, di Canicattì; Daniel Barrale, 30 anni, di Agrigento; Rached Bouaicha, 40 anni, tunisino residente a Canicattì; Claudio Catania, 42 anni, di Agrigento; Salvatore Cipolla, 46 anni, di Aragona; Salvatore Cipolla, 62 anni, di Aragona; Eleonora Cirasa, 30 anni, di Agrigento; Vincenzo Matteo Chiarelli, 27 anni, di Aragona; Giuseppe Dionisio, 39 anni, di Agrigento; Vincenzo Di Giacomo, 58 anni, di Aragona; Giuseppe Ferrera, 48 anni, di Canicattì; Giuseppe Fiorello, 48 anni, di Aragona; Salvatore Fragapane, 25 anni, di Santa Elisabetta; Antonio Guarneri, 46 anni, di Canicattì; Ivan Iacono, 38 anni, di Santa Elisabetta; Liliana Lo Manto, 57 anni, di Canicattì; Vincenzo Messina, 40 anni, di Canicattì; Gioacchino Passalacqua, 44 anni, di Racalmuto; Pasquale Pisani, 58 anni, di Aragona; Giovanni Rizzo, 55 anni, di Aragona; Eglantin Sako, 33 anni, albanese; Jeridjon Sako, 35 anni, albanese; Carmelo Seminerio, 50 anni, di Aragona; Ahmed Hamsi, 26 anni, tunisino residente ad Agrigento.

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