Corruzione, arrestato l’onorevole Riccardo Gallo
Il deputato agrigentino finisce ai domiciliari per corruzione
La Squadra mobile di Caltanissetta ha arrestato questa mattina l’onorevole Riccardo Gallo, deputato regionale di Forza Italia. Il parlamentare agrigentino è accusato di corruzione nell’inchiesta “Corte dei miracoli”, l’indagine che ipotizza un giro di nomine, favori e incarichi al Cefpas – l’ente pubblico che si occupa della formazione sanitaria. Il gip del tribunale di Caltanissetta Santi Bologna ha disposto nei confronti del parlamentare agrigentino, difeso dagli avvocati Lillo Fiorello e Luigi Troja, gli arresti domiciliari. Il pool di magistrati nisseni – guidati dal procuratore Salvatore De Luca e composto dai pm Chiara Benfante, Vera Giordano e Piera Anzalone – aveva chiesto invece la custodia in carcere. Sei mesi di sospensione dai pubblici uffici, invece, è la misura applicata all’ormai ex direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci (difeso dagli avvocati Nino e Vincenza Gaziano). I pm per lui avevano chiesto i domiciliari.
Il gip ha disposto, inoltre, altre misure interdittive: un anno di sospensione dai pubblici uffici per Roberto Sanfilippo (difeso dagli avvocati Gaja Bonafede e Fabrizio Biondo), direttore pro tempore del Cefpas, per Gioacchino Pontillo, 63 anni,(difeso dagli avvocati Aristide Galliano e Alessandro Claudio Colli) oggi funzionario dell’Ente ma con un passato all’Ispettorato del Lavoro e al Genio civile di Agrigento, la funzionaria del Cefpas Maria Luisa Zoda (difesa dagli avvocati Giacomo Butera e Giovanni Vaccaro) e il funzionario regionale (anche lui in pensione) Vincenzo Reitano (difeso dall’avvocato Ottaviano Pavone). E ancora: sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio per 6 mesi per il medico in pensione Salvatore Enrico Giambelluca (difeso dall’avvocato Sergio Iacona). Un anno di divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, invece, per l’imprenditore aragonese Pietro Tirone (difeso dagli avvocati Giuseppe D’Acquì e Antonino Favazzo).
LE ACCUSE
Le indagini, eseguite dalla Squadra mobile nissena e dal Servizio Centrale Operativo della polizia, partono nell’estate 2023. La Procura di Caltanissettacontesta il reato di corruzione sia al deputato agrigentino Riccardo Gallo che al direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo. Secondo l’accusa, infatti, l’onorevole avrebbe garantito al manager di restare al comando dell’Ente a condizione però che quest’ultimo mettesse le sue funzioni a disposizione del deputato. Tradotto: assunzioni e incarichi affidati ai “prescelti” di Riccardo Gallo. A garantire il funzionamento del patto – sempre secondo l’accusa – sarebbe stato il funzionario Gioacchino Pontillo, ritenuto dagli inquirenti la “longa manus” del deputato, assunto proprio al Cefpas per trasmettere le direttive del parlamentare. Anche Pontillo è accusato di corruzione e, in particolare, nell’aver scelto “ad hoc” un suo stretto amico – l’ex funzionario regionale Reitano – quale membro della commissione esaminatrice dell’Ente. Per la Procura di Caltanissetta il deputato Riccardo Gallo avrebbe poi stretto un altro patto corruttivo con l’attuale direttore generale dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci. Quest’ultimo era stato posto al vertice della sanità agrigentina proprio dall’onorevole e – in cambio – il manager avrebbe dovuto assecondare i suoi desiderata. Il caso più eclatante è rappresentato dalla stipula di una convenzione tra l’Asp di Agrigento e il Cefpas esclusivamente finalizzata al trasferimento della moglie del deputato (dipendente dell’Ente) da Caltanissetta ad Agrigento. Tra gli indagati compare anche Domenico Reina, fratello del cardinale e vicario del Papa don Baldo (quest’ultimo non indagato e totalmente estraneo ai fatti). All’agrigentino, al quale viene contestata l’ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti, sarebbe stato affidato un progetto dall’importo di oltre 120 mila euro per la realizzazione di una biblioteca digitale. Per i magistrati di Caltanissetta, invero, l’obiettivo degli indagati era quello di “ingraziarsi il cardinale al fine di convogliare i voti dell’elettorato cattolico sulla figura di Margherita La Rocca Ruvolo (non indagata), alleata politica del Gallo, in vista delle elezioni per il Parlamento Europeo del giugno 2024.” Una strategia resa possibile – sempre secondo gli inquirenti – grazie all’intervento di Maria Luisa Zoda e Salvatore Giambellucca, componenti della Commissione che ha giudicato genuino il progetto del Reina.


