Bivona

Acquisto (Uila): “Gli incendi sui monti Sicani, la più grande tragedia ambientale dell’ultimo mezzo secolo”

L’esponente sindacale ricorda “il ruolo centrale delle operaie e degli operai forestali nel sistema di tutela ambientale

Pubblicato 2 ore fa

Da Bivona a Santo Stefano Quisquina, a Cammarata, gli incendi di questi giorni sui monti Sicani rappresentano per la provincia di Agrigento la più grave tragedia ambientale dell’ultimo mezzo secolo. Una catastrofe annunciata, ma poche risorse e pochi forestali per prevenirla”. Mariangela Acquisto, segretaria generale territoriale e componente della Segreteria regionale Uila, sottolinea come “in provincia di Agrigento il numero dei forestali si sia ridotto di ben milletrecento operaie e operai negli ultimi vent’anni, essendo disponibili oggi appena 138 contrattuati a tempo indeterminato e mille 227 a tempo determinato: tra loro gli addetti all’Antincendio sono 585, circa un centinaio in meno rispetto al contingente previsto per legge. Qualcuno pensa che possano bastare per il presidio di un territorio vasto e fragile come l’entroterra dei monti Sicani?!”  

L’esponente sindacale ricorda “il ruolo centrale delle operaie e degli operai forestali nel sistema di tutela ambientale, che non si limita certo agli interventi svolti a fianco di Protezione civile e Vigili del Fuoco quando i roghi sono in corso e resta solo da combattere per limitare i danni”. Quindi, denuncia “l’impotenza delle istituzioni politiche di fronte alla necessità di anticipare gli eventi estremi che si verificano ormai con una frequenza periodica tale da non potersi più parlare di emergenza”.
“Gli incendi sui Sicani – afferma ancora Mariangela Acquisto – rappresenta una ferita aperta per migliaia di agricoltori, per le aziende e per tutte le comunità che dal bosco, dal pascolo e dalla terra traggono sostentamento. Oltre 750 ettari di boschi, aree coltivate, frutteti e terreni agricoli sono andati in cenere. Strade interpoderali distrutte, reti elettriche, idriche e telefoniche danneggiate, famiglie evacuate, pazienti trasferiti. E con loro, il lavoro di una stagione intera andato in fumo”. La segretaria della Uila aggiunge: “Non bastano gli interventi spesso eroici di Vigili del fuoco, forestali, Protezione civile e volontari. Serve una strategia regionale che parta dalla manutenzione del bosco, dai presidi di prossimità, dal coinvolgimento degli stessi lavoratori agricoli come sentinelle attive del territorio. Servono assunzioni, stabilizzazioni, mezzi, squadre antincendio potenziate e una cabina di regia che coinvolga i sindacati nella pianificazione della prevenzione. Perché la prima tutela del lavoro agricolo passa dalla difesa del territorio”.

Conclude Mariangela Acquisto: “Confidiamo nella Procura della Repubblica di Agrigento e nelle forze dell’ordine perché le indagini sui criminali dei roghi procedano con la massima celerità nelle indagini per il reato di incendio boschivo. Alla Regione Siciliana, invece, chiediamo di affiancare i Comuni già impegnati nella richiesta dello stato di calamità con atti concreti. Rivendichiamo risorse per il ripristino delle aree boschive, il sostegno immediato al reddito dei lavoratori agricoli danneggiati. E un piano straordinario di prevenzione perché la prossima stagione degli incendi non ci trovi, ancora una volta, a contare i danni”.

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