Controcorrente, La Vardera: “Crosta fuori dal partito; Sodano non possiamo girarci dall’altra parte”
Operazione verità del leader di Controcorrente Ismaele La Vardera sulla vicenda dell'immobile abusivo del vicesindaco Giovanni Crosta
“Vicesindaco Crosta, hai dimostrato di non essere per nulla Controcorrente per quanto mi riguarda sei fuori dal partito”. Queste le parole del leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, in un video postato sui canali social per fare operazione verità sulla vicenda che riguarda il vicesindaco Crosta e l’immobile ereditato sul quale pende una richiesta di sanatoria presentata sin dal 1985.
Il leader di Controcorrente racconta di aver chiesto al vicesindaco di chiarire pubblicamente la situazione e, soprattutto, di valutare la possibilità di rimettere al sindaco le deleghe alla polizia municipale. Una richiesta motivata, secondo la sua ricostruzione, dalla necessità di evitare qualsiasi possibile sovrapposizione tra il ruolo di chi deve vigilare e quello di chi è direttamente interessato dalla vicenda.
“Dopo aver avuto un confronto con il vicesindaco, e dopo che le sue spiegazioni non mi hanno convinto ho inviato una richiesta di chiarimenti attraverso una Pec e ho interessato anche la Regione Siciliana per ottenere ulteriori verifiche e informazioni sulla vicenda. Noi non chiudiamo un occhio sui nostri e sugli altri facciamo ferro e fuoco”, dice La Vardera che sottolinea: “qui non parliamo di reati, parliamo di coerenza, di credibilità, di questione di opportunità politica, l’opportunità di tenere un vice sindaco che badate bene, dovrebbe essere allo stesso tempo controllato e controllore, cioè per assurdo dovrebbe controllare se stesso”.
Durante l’assemblea degli Stati generali che si è svolta ad Agrigento, la vicenda avrebbe preso altro piede; La Vardera e altri del partito avrebbero chiesto un passo indietro a Crosta. “Lo abbiamo detto al Sindaco, sia per iscritto che verbalmente, ma evidentemente non ha sentito. E dalle sue dichiarazioni di ieri apprendiamo una difesa nei confronti del vicesindaco”, diche La Vardera che rivolgendosi a Crosta dice: “da cinque giorni abbiamo mandato una PEC con richiesta di chiarimenti e documentazione specifica. Perché ad oggi ancora non ci ha risposto? Fossi stato io l’avrei fatto già di notte la stessa sera in cui l’ho ricevuta, perché se uno non ha nulla di cui nascondere, perché non rispondere subito? “
E poi alcune domande sono state rivolte al sindaco: “Caro Michele, ricorda quando sei venuto a trovarmi proprio in questo ufficio e mi hai pregato dicendo che la strada giusta era quella di candidarti a sindaco. Insieme avevamo deciso una linea chiara e precisa non guardare proprio in faccia a nessuno e liberare quella città. Caro Michele, perché difendere ciò che dal punto di vista dell’opportunità politica è praticamente indifendibile e soprattutto perché non hai richiesto verifiche urgenti sulla storia del tuo vicesindaco? In gioco non c’è la credibilità del movimento, ma quella delle istituzioni. Fossi in te avrei mandato immediatamente un’ispezione della polizia municipale perché lo ripeto, non possiamo usare la scure con gli altri e la bambagia quando si tratta dei nostri uomini. Caro Michele, torna in te dentro il tuo cuore sai cos’è giusto. A volte è capitato anche a me che questi palazzi del potere possono ubriacare, ma poi in fondo le scelte giuste le sappiamo quali sono. Fermati un attimo e ricordati cosa mi hai detto: “se avessi saputo prima della casa del vicesindaco, non l’avrei candidato”. Oggi lo sai e lo sappiamo e puoi dimostrare a tutti che non possiamo girarci dall’altra parte e soprattutto puoi dimostrare il tuo coraggio e la tua corazza”, ha concluso La Vardera.




