Non supera il concorso per una risposta ma il quesito era ambiguo: agrigentino riammesso
Il Tar accoglie il ricorso di un candidato agrigentino che non aveva superato la prova per un errore: “Il quesito è intrinsecamente errato e in ogni caso ambiguo e fuorviante”
Una risposta errata nel concorso per un posto al ministero del Turismo gli era costato il mancato superamento della prova selettiva ma il quesito era “intrinsecamente errato e in ogni caso ambiguo e fuorviante”. Il Tar Lazio presieduto da Francesca Santoro Cayro, accogliendo il ricorso dell’avvocato Danilo Conti, ha annullato il provvedimento di mancato superamento della prova disponendo la definitiva ammissione del candidato alla prova scritta sostenuta. La vicenda riguarda un agrigentino che aveva partecipato alla prova preselettiva per il reclutamento a tempo indeterminato per il personale appartenente all’Area dei Funzionari. Nella prova preselettiva ottenne un punteggio di 30,75 a fronte dei 31 punti necessari per superare il primo step. La risposta errata ad una domanda, dunque, è stata decisiva in tal senso.
L’agrigentino ha così presentato ricorso lamentando, in particolare, una valutazione errata. Ed in effetti, così come ha sancito il Tar Lazio, il quesito deve ritenersi “intrinsecamente errato, in ogni caso ambiguo e fuorviante” anche alla luce di un pronunciamento della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la disposizione che era oggetto della domanda posta ai candidati. Per questo motivo il Tar, accogliendo il ricorso dell’avvocato Danilo Conti, ha annullato il provvedimento di mancato superamento della prova preselettiva disponendo l’ammissione del candidato al prosieguo della procedura.


