Cga, sospesa interdittiva antimafia a ditta di Favara
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha accolto l'appello cautelare proposto da una impresa favarese
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha accolto l’appello cautelare proposto da una impresa favarese, assistita dagli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, riformando l’ordinanza del TAR Sicilia che aveva respinto l’istanza cautelare della società contro l’informativa antimafia interdittiva nei propri confronti emessa dalla Prefettura di Agrigento.
La vicenda trae origine da un provvedimento del 2026, con cui la Prefettura aveva disposto nei confronti della società favarese. l’interdittiva antimafia ai sensi degli artt. 84 e 91 del d.lgs. n. 159/2011, con contestuale revoca dell’iscrizione nella White List. Il TAR aveva respinto la domanda cautelare della società, che ha quindi proposto appello dinanzi al CGA.
Il Collegio, presieduto da Roberto Giovagnoli e relatore il Cons. Sebastiano Di Betta, condividendo le tesi difensive degli Avv. Girolamo Rubino e Calogero Marino, ha ravvisato apprezzabili profili di fumus boni iuris in quanto le deduzioni della società appellante relative a pronunce giurisdizionali penali favorevoli – in particolare l’annullamento, per difetto di gravità indiziaria, della misura cautelare disposta nei confronti della amministratrice unica e socia di maggioranza della società, e l’esclusione dell’ipotesi estorsiva nel procedimento “Condor”, impongono un supplemento di verifica sulla perdurante tenuta degli indici valorizzati dalla Prefettura. Quanto al periculum, il CGA ha rilevato che l’interdittiva antimafia e la contestuale revoca dall’iscrizione nella White List producono effetti immediatamente impeditivi sull’attività d’impresa, con pregiudizio grave e attuale alla continuità aziendale. Sulla scorta delle superiori considerazioni il Collegio ha accolto la domanda cautelare e sospeso interinalmente gli effetti dell’informativa interdittiva.




