Agrigento

Dieci anni di radioterapia, il primario Michele Bono: “un percorso che parla di sanità e umanità”

Decennale che arriva in un momento particolarmente significativo per il reparto, anche in vista della prossima installazione di un secondo acceleratore lineare

Pubblicato 55 minuti fa



Dieci anni di attività, di sfide affrontate e di traguardi raggiunti, ma soprattutto dieci anni di persone che ogni giorno hanno messo professionalità, competenza e umanità al servizio dei pazienti. Il reparto di Radioterapia dell’ospedale di Agrigento celebra un importante anniversario, quello dei suoi primi dieci anni di attività.

“Nel tempo c’è stato un aggiornamento tecnologico che oggi ci permette di guardare con fiducia a quelle che sono le nuove sfide della medicina. Questi 10 anni, dice il primario del reparto di radioterapia Michele Bono, raccontano soprattutto la storia di donne e uomini che si sono spesi su questo territorio, che hanno creduto in questo progetto”.

Decennale che arriva in un momento particolarmente significativo per il reparto, anche in vista della prossima installazione di un secondo acceleratore lineare. “Un ulteriore passo in avanti che punta a rafforzare l’offerta sanitaria e a garantire maggiori possibilità di cura ai pazienti del territorio”, ha sottolineato il primario Bono.

Dieci anni che verranno festeggiati con un evento in programma il prossimo 11 settembre alle ore 18.30 ad Agrigento presso la sala Concordia del Palacongressi, con la partecipazione straordinaria dell’Orchestra Filarmonica del Sud (Fides) di Gibellina; durante il pomeriggio verranno anche proposte le strategie di prevenzione e diagnosi precoce del Centro Gestionale Screening.

Oggi è giusto dare spazio a un evento che possa essere celebrativo di un percorso che non parla soltanto di sanità di alta tecnologia, ma soprattutto di persone che hanno creduto e credono giornalmente un’attività che non è soltanto scientifica, ma soprattutto umana, perché ricordiamo che accanto alla tecnologia ci sono sempre le persone che si dedicano a 360 gradi ai pazienti e alla cura della malattia”, ha detto il dottore Bono.

Accanto alle cure in questi anni c’è stata anche la volontà di rendere il reparto un luogo il più possibile accogliente, capace di regalare, anche nei momenti più complicati, un sorriso e un attimo di leggerezza. Sono nate così diverse iniziative pensate per umanizzare gli spazi e rendere meno pesante la permanenza dei pazienti: dai murales alla musica, fino alla “campana della vittoria”, diventata un simbolo dei traguardi raggiunti durante il percorso di cura. E poi la pet therapy, con la presenza di due Golden Retriever, Ariel e Margot, che hanno portato in reparto energia, affetto e spensieratezza. Piccoli momenti capaci di fare una grande differenza per chi sta affrontando una malattia.

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