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Stidda, il pentito Cavallo tira in ballo il consulente dell’assessore Giusi Savarino

Giuseppe Cavallo, figlio del boss della Stidda Aurelio Cavallo, oggi collaboratore di giustizia, mette a verbale (anche) questo

Pubblicato 12 ore fa

Nel verbale reso alla Dda di Caltanissetta il collaboratore indica Vincenzo Casciana e il deputato Ars Totò Scuvera fra i suoi “referenti politici”. Il primo, oggi, siede come consulente pagato nell’assessorato regionale al Territorio e ambiente guidato da Giusi Savarino

Un ex esponente di spicco della stidda gelese, oggi collaboratore di giustizia, mette a verbale di aver “fatto eleggere” due politici di Fratelli d’Italia con i voti della criminalità organizzata. Uno dei due, l’ex consigliere comunale Vincenzo Casciana, è da pochi mesi consulente dell’assessorato regionale al Territorio e ambiente retto dalla meloniana Giusi Savarino. L’altro, Salvatore “Totò” Scuvera, è deputato all’Assemblea regionale siciliana e siede, dallo scorso marzo, nella commissione regionale Antimafia. Le dichiarazioni – svelate da “Il Fatto Quotidiano” – sono contenute nel verbale di interrogatorio illustrativo della collaborazione di Giuseppe Cavallo – figlio di Aurelio Cavallo, indicato come uno dei capi storici della stidda – reso il 9 maggio 2025 davanti ai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. Cavallo ha iniziato a collaborare circa due anni fa; i suoi verbali, stando alla cronaca locale, avrebbero cominciato a circolare senza omissis.

Il passaggio politico è netto. “I nostri referenti politici sono Pino Federico, Vincenzo Casciana e Totò Scuvera”, dichiara il collaboratore, definendoli soggetti “che sono nel mondo della politica o gravitanti in quel settore”. E aggiunge: “Vincenzo Casciana e Totò Scuvera li abbiamo fatti eleggere noi”. Il canale con Casciana, nel racconto, passava dagli ambienti mafiosi: “Ce lo ha portato il figlioccio di Davide Emmanuello, Orazio Sciacca, e lo abbiamo fatto eleggere noi, unitamente agli Emmanuello”, la storica famiglia di Cosa nostra con cui il gruppo di Cavallo dice di aver avuto “ottima affinità”. Cavallo descrive una macchina del consenso mossa con favori e pressioni: “Con mio fratello ci siamo mobilitati a 360 gradi per fare eleggere Casciana. Alcuni hanno votato perché erano nostri debitori, altri, in situazione di disagio, li abbiamo convinti con alcuni buoni ed incentivi economici”. E ancora, la minaccia esplicita agli elettori: “Li abbiamo anche minacciati dicendo che, se non ci fosse stata corrispondenza tra numero di voti e dati anagrafici, avrebbero avuto dei problemi con noi”. Il collaboratore colloca in una tornata comunale l’impegno per entrambi i candidati: “Mi sono preso l’impegno per fare eleggere Casciana e Scuvera. L’impegno io l’ho preso con Casciana, che mi ha presentato Scuvera”. Nello stesso periodo, mette a verbale, avrebbe ottenuto da Casciana anche un favore personale, un certificato per il fratello, arrivato “l’indomani”. Il patto sarebbe stato ribadito in un secondo incontro in un bar della piazza, alla presenza di Orazio Sciacca. Poi l’arresto interruppe tutto: “Avevo comunque già detto a tutti i nostri ragazzi di mettere in moto la macchina”. L’esito, nel resoconto, fu diseguale, “Scuvera è stato eletto, mentre Casciana no”, e suggellato da un dettaglio: “Quando sono uscito dal carcere, Orazio Sciacca mi ha mandato una bottiglia di champagne”. In un altro punto del verbale, Cavallo torna a indicare l’ex consigliere come il proprio terminale: “Il mio interlocutore politico era Casciana, che si adoperava per contattare i diversi soggetti dei quali potevamo avere bisogno in varie strutture”.

La consulenza in Regione. Lo scorso aprile Vincenzo Casciana, ex presidente della commissione urbanistica a Palazzo di Città, oggi dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, ha ottenuto un incarico di consulenza per conto dell’assessorato al Territorio e ambiente guidato da Giusi Savarino, del valore di circa 23.000 euro. Un incarico che, stando all’annuncio, riguarda pareri su urbanistica, ambiente e questioni amministrative, l’analisi di contratti d’impresa e attività di consulenza su aspetti strategici. Casciana, che negli anni si è occupato per il suo partito della querelle del porto rifugio, nel ringraziare l’assessora ha parlato di un supporto tecnico “guidato dai principi di trasparenza e dedizione”. La posizione di Scuvera assume un rilievo particolare per via dell’incarico che ricopre: lo scorso marzo è stato nominato componente della commissione regionale d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno mafioso, su indicazione di Fratelli d’Italia, dichiarando di accoglierlo “con senso di responsabilità”.

Il perimetro, come sempre in questi casi, va segnato con chiarezza: quelle di Cavallo sono dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, al vaglio degli inquirenti, che necessitano di riscontri e non equivalgono ad accertamenti di responsabilità. Nessuno dei soggetti citati risulta, allo stato, destinatario di provvedimenti in relazione a quanto riferito.

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