Agrigento

Caso Crosta, dalla Soprintendenza diniego alla sanatoria per la casa delle polemiche

Alle 15 La Vardera e Sodano si sono riuniti ad Agrigento per ragionare della vicenda che in questi giorni sta tenendo banco

Pubblicato 2 mesi fa

Diniego per carenza di documentazione. Nel primo pomeriggio di oggi la Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento avrebbe comunicato il proprio “no” alla richiesta di sanatoria per l’immobile presentata dal vicesindaco Giovanni Crosta perché la domanda non sarebbe stata completa da un punto di vista della documentazione fornita. La casa, come noto, si trova a Zingarello, dentro un’area di rispetto a causa dalla vicinanza alla costa, ma non è su questo che si è pronunciato l’ente regionale.

Il nulla osta paesaggistico non è stato infatti fornito perché, nonostante nel 2011 avesse richiesto integrazione documentale alla domanda, aveva ricevuto “solamente alcuni stralci planimetrici catastali ed aerofotogrammetrici e fotocopia delle planimetrie dell’edificio da sanare depositati in catasto e priva di relazione descrittiva dell’abuso, progetto architettonico, epoca di costruzione e copia integrale dell’istanza di sanatoria depositata al comune”. Una documentazione quindi “insufficiente” per procedere alla valutazione di compatibilità paesaggistica, tanto che la Soprintendenza ha deciso di chiudere il procedimento con parere negativo per carenza di documentazione. In sintesi, non si entra nel merito della vicenda e dei vincoli. Tutto dopo appena 15 anni di silenzio.

Uno stop che arriva in giorni in cui il dibattito sul tema è caldissimo, come noto, e nel giorno in cui il sindaco Michele Sodano e il deputato Ismaele La Vardera si stanno incontrando ad Agrigento in una località “Top secret” per ragionare sul “Caso Crosta. La richiesta del partito è sempre la stessa: il vicesindaco dovrà fare un passo indietro. La posizione del primo cittadino è invece di mantenere l’amministratore al suo posto, almeno ad oggi. L’incontro è iniziato intorno alle 15 e nessuno ha più avuto notizie.

E’ probabile che adesso la famiglia Crosta impugni il diniego dinnanzi al tribunale amministrativo regionale e al Cga. Fintanto che la battaglia legale riguarderà la Soprintendenza, non vi saranno problemi di compatibilità ai sensi della normativa. Altro paio di maniche, invece, se si dovesse presentare ricorso contro un diniego da parte del Comune, perché questo lo porrebbe in una situazione particolare: l’articolo 63, comma 1, numero 4 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) stabilisce che chi ha una lite pendente, come parte di un procedimento civile o amministrativo contro il comune, non può ricoprire cariche di sindaco, presidente, consigliere o assessore. Sempre che, a quella data, sia ancora in giunta.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N. 39/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale ↗
N. 39/2026
Pagina 1 di 31
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
Novità · GratisGrandangolo
ora è un'app
Le notizie in tasca, gli avvisi sui fatti importanti e il settimanale da sfogliare.
L'app di GrandangoloGrandangolo · oraUltim'ora: la notizia arriva prima a teINSTALLA L'APPiPhone e Android · senza passare dagli store
banner italpress istituzionale banner italpress tv