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“Interravano rifiuti nella discarica Timpazzo”, 45 indagati 

A Timpazzo, secondo le accuse, sarebbero stati smaltiti illecitamente rifiuti non conformi per un totale di 12mila tonnellate

Pubblicato 58 minuti fa

La procura di Caltanissetta ha chiuso le indagini nei confronti di quarantacinque indagati accusati di un presunto traffico illecito di rifiuti nella discarica Timpazzo, a Gela, che riceve conferimenti da oltre quaranta Comuni siciliani. Le contestazioni principali vengono mosse all’ingegnere Giovanna Picone, ex manager di Impianti Srr, società che gestisce la discarica, e agli ex tecnici di riferimento, l’architetto Giuseppe Bellavia e l’ingegnere Salvatore Parlatore. Nei loro confronti, negli scorsi mesi, erano state eseguite misure cautelari da parte dei carabinieri, con gli arresti domiciliari poi revocati in sede di riesame.

Le accuse sono rivolte inoltre agli operatori d’area e agli operai impegnati nella discarica. L’illecito amministrativo è contestato alla stessa società Impianti Srr. Per gli inquirenti, che monitorarono la piattaforma di Timpazzo per circa un anno, nella vasca E, l’unica attiva, finivano rifiuti non trattati e poi interrati. “Realizzavano grandi buche nel piano di discarica avvalendosi di mezzi escavatori”, così riporta il provvedimento di chiusura indagini. A Timpazzo, secondo le accuse, sarebbero stati smaltiti illecitamente rifiuti non conformi per un totale di 12mila tonnellate, “compromettendo e deteriorando porzioni estese del suolo, dell’aria e delle falde”, indica il decreto di chiusura indagini.

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