Anche Capitale della Cultura 2025 finisce nel “mirino” della Procura di Agrigento
Tra le carte di “Eventopoli” emerge un’altra attività investigativa ancora in corso e che punta dritto alla manifestazione “Capitale della Cultura 2025”
La sensazione è che l’inchiesta ormai nota come “Eventopoli” sia soltanto la punta dell’iceberg. La Procura di Agrigento, nel richiedere l’applicazione di misure cautelari (come la custodia in carcere per il deputato Calogero Pisano ndr) con contestuali interrogatori preventivi che si sono svolti negli scorsi giorni, è stata “costretta” a depositare e scoprire (quasi) tutte le “carte” di quella che è indubbiamente una poderosa attività investigativa sia in termini qualitativi che quantitativi. Oltre 10 mila pagine tra intercettazioni, acquisizioni di documenti e interrogatori che danno la misura di quanto è stato portato avanti nell’ultimo periodo dall’ufficio guidato dal procuratore Giovanni Di Leo. Grandangolo, come sempre, ne darà conto ai suoi lettori e all’opinione pubblica. In un articolo di qualche giorno fa l’avevamo ribattezzata “la stagione delle inchieste”. Perchè il quadro che emerge, al netto di eventuali responsabilità ancora da accertare, è certamente quello di una gestione “ballerina” di contributi e finanziamenti pubblici arrivati ad Agrigento.
Tra le carte di “Eventopoli” emerge un’altra attività investigativa ancora in corso e che punta dritto alla manifestazione “Capitale della Cultura 2025”. Due sono gli elementi (ad oggi) di interesse: il primo è l’acquisizione di una imponente mole di documenti relativi alla cabina di regia, il gruppo di lavoro che tra il 2024 ed il 2025 si è occupato della kermesse (delegati della Regione, dei Beni Culturali, del Comune e della Fondazione); il secondo, forse ancora più importante, è che il procedimento penale in corso è un modello 21, vale a dire a carico di persone note. Questo vuol dire che ci sono indagati. Chi siano, al momento, non è dato sapere. A questi elementi si aggiungono anche gli interrogatori di persone informate sui fatti che, per il ruolo svolto durante la kermesse, offrono indubbiamente un contributo non indifferente anche da un punto di vista squisitamente politico. È il caso del professore Giacomo Minio, già presidente della Fondazione Agrigento 2025, dimessosi improvvisamente subito dopo la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sul punto (così come in realtà già anticipato alla stampa in quei giorni ndr) dichiara agli inquirenti: “Un paio di giorni dopo la visita di Mattarella vengo chiamato dal sindaco e mi viene richiesto di rassegnare le dimissioni. Questa richiesta mi spiega che gli promanava dal Presidente della Regione Schifani. Aggiungeva che qualora non mi fossi dimesso avrebbe dovuto dimettersi lui dalla carica di sindaco”.





