Agrigento

“Eventopoli”, la pulizia del teatro Pirandello è un affare d’oro: in 3 anni compensi lievitati di 7 volte 

Una cooperativa ritenuta vicina al “cerchio magico”, per lo stesso servizio di pulizia, sarebbe passata da un compenso di 16 mila euro ad oltre 110 mila euro in soli tre anni

Pubblicato 59 secondi fa

Pulire il teatro Pirandello era diventata un’attività decisamente redditizia. In appena tre anni il costo del servizio, affidato ad una cooperativa ritenuta vicina al “cerchio magico” dell’onorevole Pisano e dell’ex direttore generale Salvatore Prestia, è “lievitato” alle stelle. Sette volte tanto rispetto al primo incarico. C’è anche questo “curioso” aspetto nell’inchiesta della Procura di Agrigento ormai nota come “Eventopoli”, l’indagine che ipotizza un “sistema” in grado di intercettare e spartire finanziamenti pubblici legati ad eventi e manifestazioni nella Città dei templi. Soldi pubblici che, attraverso una galassia di cooperative e associazioni culturali, sarebbero poi finiti nella tasche dei privati. La Procura di Agrigento guidata da Giovanni Di Leo registra in tal senso un’anomalia legata al servizio di pulizia e disinfestazione del teatro Pirandello.

Il 21 marzo 2022 l’allora direttore generale della Fondazione, Salvo Prestia, firma il verbale di affidamento ad una società cooperativa i cui membri sono ritenuti in qualche modo “vicini” al cerchio magico. In appena tre anni, pur svolgendo lo stesso servizio, all’interno degli stessi locali, la cooperativa viene pagata 7 volte tanto rispetto all’inizio: per l’anno 2022 il compenso è stato di 16.305,43 euro; per l’anno 2023, invece, 28.505,14 euro; 57.883,84 euro nel 2024 fino ad arrivare all cifra record di 118.116,25 euro lo scorso anno. I successivi accertamenti bancari, inoltre, hanno fatto emergere un altro dato curioso. La cooperativa, in concomitanza con gli accrediti dei bonifici provenienti dalla Fondazione Teatro Pirandello, ha effettuato prelievi Atm per un totale di 68.900 euro. Per gli inquirenti questi “notevoli prelievi di denaro contante non giustificabili” portano a ritenere che anche il pagamento per il servizio di pulizia sia un modo per “gestire in modo illecito e poco trasparente i soldi pubblici” e che “non può escludersi che si nascondano fenomeni di appropriazione indebita di fondi pubblici e di peculato”. 

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