Agrigento appesa ai decimali, ma qualcuno “ha tradito” la coalizione
Alla fine dello spoglio, indipendentemente dal risultato dei singoli, sarà importante guardare i dati delle liste per capire cosa è avvenuto
Alla fine, indipendentemente dai dati ufficiali che verranno fuori dal completamento dello scrutinio, una cosa è certa: qualcuno ha “tradito”. O quantomeno, non tutti hanno spinto nella stessa direzione.
L’armata posta dai deputati alle spalle di Dino Alonge si è rivelata “Brancaleone”: uno schieramento che si quotava tra i 12 e i 16mila voti, capace, secondo i calcoli, di raggiungere una vittoria a primo turno schiacciante per #iosonoDino, alla fine non ha portato al risultato sperato visto che comunque se vittoria sarà potrebbe essere solo al ballottaggio.
Che Michele Sodano raggiunga o meno la soglia per vincere, è il centrodestra ad esserne uscito disfatto. E non conta che sommando “a freddo” i risultati di Alonge e Gentile forse si sarebbe potuto fare meglio: la verità dei fatti è che i cittadini hanno rifiutato l’ipotesi di un’astensione massiccia (i dati sono in flessione, ma non così drammatici) e si sono comunque recati alle urne scegliendo un sindaco diverso dalle liste a cui hanno garantito il supporto tramite le preferenze in Consiglio comunale. Che si stia pagando una lunghissima e insopportabile telenovelas per la scelta del candidato sindaco che si è poi conclusa su un nome poco conosciuto e probabilmente non gradito agli stessi aspiranti consiglieri è da tenere in considerazione come ipotesi fondata.
Cosa succederà adesso è da capire: se sarà necessario un ballottaggio per individuare il nuovo sindaco di Agrigento il centrodestra convergerà su una posizione unica o le fratture si saranno fatte irreparabili?

